«Mi ha rubato in casa 200mila euro»
Guastalla: il commerciante spiega al gip perché, armato, cercava un uomo al bar: «Erano i risparmi per me e mio figlio»
GUASTALLA. Quella del commerciante guastallese 56enne finito nei guai perché la mattina di San Silvestro voleva farsi giustizia da sè, se non uccidersi con una pistola non sua (una Werther calibro 7.65 di proprietà del padre, morto l’estate scorsa), è figlia della disperazione.
Non ha mai avuto guai con la giustizia, ma sabato di prima mattina ha perso la testa, andando a cercare – in due bar di Guastalla – l’uomo che ritiene essere la sua rovina.
Come ha detto anche ieri – in tribunale a Reggio – al gip Angela Baraldi, è più che convinto di sapere chi l’ha derubato dei circa 200mila euro in contanti che teneva in casa («Erano i risparmi per me e mio figlio, mi ha rovinato!»). Da qui l’agitatissima caccia all’uomo che si è conclusa al “Cukai bar” di viale Ruggeri grazie alla prontezza di spirito della barista e di un cliente, quando hanno visto il commerciante – agitatissimo e sempre più confuso – estrarre la rivoltella. In quel momento stavano arrivando con i loro furgoni i primi ambulanti – il sabato è giorno di mercato a Guastalla – e devono essere stati attimi lunghi un’eternità per le due persone che si sono trovate di fronte quell’uomo su di giri e armato.
La veloce chiamata ai carabinieri ha permesso di risolvere il caso: il 56enne aveva addosso la pistola (con sette colpi), mentre nella successiva perquisizione nella vicina abitazione sono spuntate una ventina di munizioni e una baionetta (tutte armi finite sotto sequestro).
Con le lacrime agli occhi, il commerciante ha risposto – ieri mattina – per circa mezz’ora alle domande del giudice, dimostrando tutta la fragilità di una persona talmente piena di problemi da arrivare a compiere un atto così insensato ma anche pericoloso per gli altri e per sè, visto che dentro al locale ha minacciato di farla finita.
Per il pm Giulia Stignani – che coordina le indagini dei carabinieri, tutt’altro che concluse – era da confermare la misura restrittiva degli arresti domiciliari, ma il magistrato giudicante ha ritenuto più opportuno applicare una serie di limitazioni che “inchiodano” il commerciante a Guastalla: obbligo di firma in caserma, obbligo di dimora nella città ducale e divieto di allontanamento dall’abitazione dalle 20 sino alle 8. Nell’udienza di convalida dell’arresto – porto abusivo di armi l’accusa – il commerciante è stato assistito dall’avvocato Francesca Corsi. Nel pomeriggio, una volta conosciuta la decisione del gip Baraldi, il legale ha commentatola vicenda e la posizione del suo assistito: «Sono soddisfatta – spiega Francesca Corsi – perché è stata applicata la misura più congrua rispetto al fatto che il giudice ha riconosciuto di una gravità attenuata. E’ stato considerato anche l’effetto deterrente degli arresti domiciliari già patiti. Stiamo parlando di un incensurato, travolto dalla disperazione». E il 56enne, ciò che ha riferito al giudice Baraldi – e finito a verbale – circa l’ingente furto che ritiene di aver subìto, lo vuole mettere nero su bianco in una denuncia che presto presenterà ai carabinieri.
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