«Rovesti non c’entra col business»
Nanetti difende il leghista i cui famigliari affittano alloggi ai profughi
CORREGGIO. «Guarda caso, proprio dopo la trasmissione "Dalla vostra parte" ospitata a casa mia, arriva un attacco politico su commissione per screditare chi ha avuto il coraggio di denunciare le discriminazioni, come il segretario correggese della Lega». Lo afferma Andrea Nanetti, già consigliere di Forza Italia, sulla vicenda del leghista Riccardo Rovesti. «Se dei famigliari non conviventi di Riccardo Rovesti sono soci di un'immobiliare che a Luzzara guadagnerebbe coi sedicenti profughi – dice Nanetti – non può esserne responsabile Rovesti, perché lui, coerentemente, non ha nulla a che fare con lo squallido business-accoglienza, e a cui esprimo solidarietà». E aggiunge: «L'amministrazione Pd non ha ancora dato risposta concreta. Gestire i servizi sociali è certamente difficile, ma quando si vede una donna senza casa, con due figli a carico tra cui uno disabile, che riceve uno sfratto dalla casa popolare, mentre profughi o clandestini vengono mantenuti, secondo me c’è qualcosa di ingiusto, qualcosa che può fomentare razzismo e "guerra tra i poveri". Ho portato l'esempio di Arianna, ma ce ne sarebbero altri. Come è possibile che le spese condominiali in un alloggio popolare arrivino a ben 300 euro al mese? Cosa intende fare il comune? E perché ultimamente stanno emanando questi sfratti, oltretutto gravati da spese legali. Perché non viene revocato quello sfratto esecutivo previsto il 28 gennaio? O forse l'amministrazione Pd tenta di racimolare i soldi del suo crac En.Cor anche sul sociale e le categorie più deboli?»
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