Gazzetta di Reggio

Reggio

«Turismo di Natale? Solo alberghi deserti»

di Luciano Salsi
«Turismo di Natale? Solo alberghi deserti»

Il direttore dell’hotel Astoria: «Le camere si sono svuotate, la clientela viene in città solo per gli affari»

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REGGIO EMILIA. La Regione usa toni trionfalistici nel tracciare il bilancio turistico del Capodanno, ma l’esultanza ha senso soltanto per la Costa romagnola, che ha registrato il tutto esaurito negli alberghi. In Emilia, in particolare a Reggio, le feste natalizie si sono confermate come il solito periodo di magra, addirittura peggiore rispetto al 2015. È da prendere con beneficio d’inventario la dichiarazione di Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo: «Le piazze della riviera, le piste da sci in Appennino, i centri storici delle città d’arte e le terme affollate per il Capodanno rappresentano la chiusura ideale di un anno che ci ha visti protagonisti del turismo internazionale, soprattutto in Riviera, che si è affermata come una destinazione di eccellenza nelle festività di fine anno. Il gioco di squadra fra pubblico e privato ha dato risultati da record».

L’entusiasmo di Corsini non trova il minimo riscontro nella nostra provincia, dove negli alberghi prevale una clientela business, che li frequenta nei periodi lavorativi e s’eclissa nelle pause festive, sia d’estate che d’inverno.

Il resoconto di Roberto Anceschi, direttore del Hotel Astoria Mercure, è impietoso: «Le nostre camere si sono vuotate il 22 dicembre, in concomitanza con la chiusura di uffici e aziende. Le riempiremo di nuovo dal giorno 9, quando le attività ricominceranno. In questa fase natalizia abbiamo avuto ancor meno clienti che un anno fa. Siamo riusciti a occupare il 50 per cento delle camere soltanto nella notte di San Silvestro, grazie al concerto in centro».

In montagna le cose non sono andate meglio. Il turismo invernale è in crisi da diversi anni a causa del riscaldamento globale, che fa mancare la neve per gran parte della stagione. Nell’ultima settimana del 2016 l’affluenza è stata inferiore al 2015, quando non c’era neppure la neve. A parte la clientela d’affari, durante l’anno gli alberghi di Reggio possono contare su poche altre risorse: «Ospitiamo – rileva Anceschi – diverse comitive di Reggio Children. Alcuni turisti vengono per le mostre. Siamo stati contattati da un gruppo di Roma che verrà a febbraio per vedere la mostra sul Liberty. Anche l’attrattiva della collezione Maramotti sta crescendo. Sta aumentando l’interesse per l’enogastronomia. Ci sono coppie che vengono per visitare i caseifici, le acetaie e le cantine».

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