Carabiniere paga l’hotel alla clochard
Una 70enne infreddolita si era rifugiata in un self service. Dopo avere passato la notte in albergo, è sparita nel nulla
REGGIO EMILIA. Un dolce gesto di solidarietà, una vicenda che ci riporta in clima natalizio e ci fa ricordare che la compassione disinteressata esiste ancora, facendoci sentire tutti più umani. È la bella storia tutta reggiana che ha per protagonisti una anziana donna, da tempo senza fissa dimora perché priva di pensione, e una pattuglia di carabinieri. Scenografia di questo racconto è il centro storico della città, in una fredda notte dei primi di gennaio.
È qui, in via Roma, che la donna è stata trovata a dormire in un negozio dalla squadra dei carabinieri, allertati dal proprietario che attraverso le telecamere collegate in remoto aveva notato la presenza di una sconosciuta nel locale. Ma quando i militari sono giunti all’Open Shop al civico 49 hanno scoperto la triste verità: non si trattava di una ladra ma di una 70enne senzatetto. E così, senza pensarci due volte, gli uomini dell’Arma hanno soccorso l’anziana cercando di assicurarle una sistemazione in una struttura ricettiva senza però riuscirci, vista anche l’ora tarda. Nel frattempo la donna ha cominciato a raccontare la sua storia: nata negli Stati Uniti ma cittadina italiana, anni fa era tornata nella penisola dove aveva preso la residenza in Sicilia. Dopo diverso tempo il trasferimento a Modena e poi la pensione. Ma da oltre un anno il piccolo contributo aveva smesso di esserle retribuito e così, sola e senza mezzi di sussistenza, era finita in mezzo a una strada.
I carabinieri non hanno però desistito e non se la sono sentita di lasciare la povera anziana al freddo. Dopo avere deciso di rimandare l’assistenza al mattino successivo, i militari viste le rigide temperature della notte hanno condotto la donna nel vicino hotel Saint Lorenz. Qui la senzatetto è stata ospitata grazie a un maresciallo che si è fatto carico di sostenere tutte le spese, supportato dai suoi colleghi. Il mattino dopo però, quando i militari sono tornati per condurre la 70enne in un’adeguata struttura di accoglienza, lei se ne era già andata senza lasciare traccia.
Mostrare solidarietà verso gli altri vuol dire partecipare ai problemi di chi fa parte della nostra comunità, significa sacrificare anima e corpo per aiutare un gruppo di persone o battersi, seguendo esclusivamente i propri ideali, non per il bene personale ma per il bene della propria società o anche solo per aiutare una singola persona. Ma è vero, il bene si fa e non si dice, come dimostra l’insistenza dei carabinieri autori di questo meraviglioso gesto a non voler essere citati. Ci dovranno perdonare, quindi, se abbiamo deciso lo stesso di raccontare questa storia. Perché il suo significato simbolico, il calore che trasmette, il valore del messaggio che in questo mondo non siamo soli ma c’è ancora qualcuno in grado di provare compassione, tutto questo vale più dell’anonimato e può riscaldare, oltre che l’anziana senzatetto, anche migliaia di reggiani.
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