Castagnetti: «Sergio per me è sempre stato un fratello»
Mattarella è legato a Reggio da un’affinità cementata dall’amicizia con l’ex parlamentare Insieme hanno combattuto le battaglie dell'ultima fase della prima Repubblica
REGGIO EMILIA. Anche per Sergio Mattarella, come per i suoi predecessori, la visita a Reggio in occasione della festa del Tricolore è una sorta di rimpatriata. Alla nostra città, infatti, il Presidente della Repubblica è legato da un'affinità ideale, cementata dall'amicizia di lunga data con il reggiano Pierluigi Castagnetti, ex-vicepresidente della Camera, a fianco del quale ha compiuto un lungo cammino politico nelle file della sinistra democristiana, del Partito popolare, della Margherita e del Partito democratico. Quando il Parlamento lo elesse, il 31 gennaio 2015, Castagnetti previde che Mattarella sarebbe diventato “il presidente di tutti”, compresi quelli che l'avevano osteggiato. «Non sarà - aveva profetizzato - un presidente che cerca la popolarità, ma non sfuggirà al compito di aiutare le altre istituzioni, ferma restando la separazione dei poteri, a riformare il sistema politico». Castagnetti non poteva immaginare che sarebbe stato chiamato a risolvere l'attuale groviglio istituzionale, ma ne elogiò «la serietà, il rigore, la competenza e l'intelligenza politica».
Tali doti le aveva sottolineate allora in un'intervista alla Gazzetta di Reggio. «Mattarella - aveva riferito - è per me un fratello. Ognuno di noi ha avuto i suoi maestri, ma ad unirci è sempre stato un identico modo di sentire sulle vicende politiche. Io e Sergio ci frequentiamo spesso, usciamo abitualmente a cena insieme. Lui, però, sarà al Colle e la frequentazione non potrà più essere la stessa». Non poteva essere diversamente, ma fra i due rimane un'intesa di fondo. All'anagrafe sono divisi soltanto da quattro anni. Tuttavia Castagnetti, nato nel 1945, inaugurò la militanza politica nella Democrazia Cristiana in anni giovanili. Al contrario Mattarella, nato nel 1941 e avviato alla professione forense e all'insegnamento universitario, vi si dedicò a fondo soltanto dal 1980, dopo l'assassinio del fratello Piersanti ad opera della mafia. Sui seggi della Camera dei deputati si sono trovati quasi sempre insieme. Il siciliano vi approdò nel 1983, il reggiano nel 1987. Insieme hanno combattuto le battaglie dell'ultima fase della prima Repubblica, secondo gli ideali del cattolicesimo democratico. Insieme hanno trasferito quel patrimonio di cultura e di valori nelle nuove formazioni politiche nate dalle ceneri della Dc. Entrambi hanno contribuito a farlo riemergere dal pantano di tangentopoli, guadagnandosi la stima e il rispetto degli stessi avversari. Soltanto Mattarella, però, ha alle spalle un'esperienza governativa, essendo stato ministro per i rapporti con il Parlamento nel 1987-89, della Pubblica istruzione nel 1889-90 e della Difesa nel 1999-2001, oltre che vicepresidente del consiglio nel 1998-99. Castagnetti, invece, è stato ai vertici della Camera come vicepresidente e come presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Nel 1994 era stato eletto al Parlamento europeo.
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