Notari: «Redditi online, pubblico tutto»
L’ex assessore incassa il sostegno di Vecchi e annuncia: «Ho ragione, ma voglio togliere dall’imbarazzo l’istituzione»
REGGIO EMILIA. «Francamente stupito da tanto accanimento polemico e un forse eccessivo interesse nei confronti di un reddito conseguito onestamente da un professionista, non avendo nulla da nascondere, e ancor più non avendo nulla di cui vergognarmi, ho deciso di rendere immediatamente pubblica la mia situazione patrimoniale e reddituale: questo anche al fine di togliere da qualsiasi imbarazzo o difficoltà l’istituzione, di cui sono stato consigliere per sette anni e assessore per oltre due e a cui resto profondamente e sinceramente legato». Alla fine ha cambiato idea. E lo ha fatto al termine di una giornata in cui aveva già incassato il sostegno del sindaco, Luca Vecchi, attaccando una curiosità definita «morbosa» nei confronti della sua vicenda. L’ex assessore al Bilancio, Francesco Notari, pubblicherà online i suoi redditi e la sua situazione patrimoniale. È lo stesso ex assessore ad annunciarlo, attraverso una nota che arriva dopo la nuova comunicazione, con data 27 dicembre, inoltrata dall’Anac al Responsabile trasparenza e all’Organo di valutazione indipendente del Comune, in seguito alla quale l’ex assessore aveva già annunciato l’intenzione di pubblicare la sua dichiarazione, ma a partire dal 2016.
Una decisione, quest’ultima, motivata da precisi e recenti riferimenti normativi, ma che di fatto avrebbe rimesso il pallino nelle mani dell’amministrazione, dal momento che nella stessa comunicazione l’Anac aveva rinnovato al Responsabile trasparenza del Comune l’invito a trasmettere tutti i documenti relativi alla vicenda, prospettando in caso di permanenza dell’inadempimento l’ipotesi di sanzioni, per le quali Notari aveva tuttavia già sostenuto la mancanza di presupposti. Ieri, infine, il nuovo colpo di scena. «Ritengo sia giunto il momento di porre alcuni punti fermi al dibattito talvolta esageratamente polemico, che si è sviluppato circa la pubblicazione delle risultanze dei miei redditi e della mia consistenza patrimoniale – afferma l’ex assessore – Parto dalla constatazione, oggettiva, che la lettera di Anac al Comune conferma la coerenza e la fondatezza dei quesiti da me posti al tempo. Se, infatti, per obbligare, d’ora in poi, gli assessori a pubblicare i propri redditi è stata necessaria una legge nuova e diversa, è evidente che prima essi fossero esclusi, in quanto non eletti. La correttezza di tale lettura, fatta propria da altri amministratori a livello nazionale, trova nella lettera di Anac e nell’intervento del legislatore le prove decisive».
Il caso era stato sollevato politicamente a luglio, quando dal M5s avevano presentato un accesso agli atti e un’interrogazione al sindaco per sapere come mai nel sito del Comune – a differenza degli altri assessori, dei consiglieri e dello stesso Vecchi – nel caso di Notari non ci fosse traccia della dichiarazione 2015 su redditi 2014, secondo quanto disposto dal Decreto trasparenza. Sempre dal M5s, era partita a novembre anche una segnalazione all’Anac, autorità alla quale lo stesso Notari aveva chiesto precedentemente un parere tramite un legale. Un groviglio normativo e burocratico che ha trovato una prima svolta due giorni fa, quando l’ex assessore ha fatto sapere di voler pubblicare la propria dichiarazione, ma a partire da quella 2016, in linea con un decreto del giugno scorso che per la prima volta estendeva in maniera esplicita gli obblighi di pubblicazione anche alle cariche di carattere non elettivo, come gli assessori. Era uno degli aspetti su cui Notari aveva chiesto il parere. Una norma alla quale la stessa Anac fa riferimento nell’ultima comunicazione inviata al Responsabile trasparenza, del 27 dicembre, rimettendo tuttavia il pallino nelle mani del Comune. Secondo Notari, «sono state pienamente riconosciute le mie ragioni in quella che, nata come una questione giuridica a tutela della privacy, delle relazioni personali e di lavoro e soprattutto della sicurezza della mia famiglia, è diventata una battaglia di principio tesa ad affermare non solo un principio giuridico chiarissimo, ma soprattutto la differenza fra trasparenza, intesa come correttezza, imparzialità e conoscibilità dell’azione amministrativa nonché totale e incondizionata disponibilità alla disclosure nei confronti dell’Autorità, e, invece, il soddisfare una curiosità morbosa, spesso fine a se stessa».
Solo qualche ora prima del suo annuncio, Notari aveva incassato il sostegno del sindaco, Luca Vecchi, che ieri era già intervenuto difendendo l’operato dell’amministrazione e del suo ex assessore. «L’amministrazione rispetta le leggi sulla trasparenza e noi le abbiamo sempre rispettate, anche nel caso di Notari – aveva affermato Vecchi – L’Anac ha implicitamente riconosciuto che il suo dubbio era fondato a tal punto che si è dovuto ricorrere a una nuova norma di legge e a chiarirne in modo più preciso i contenuti». Per il sindaco, «è doveroso e giusto pubblicare i redditi, e infatti lo abbiamo fatto tutti, ma è riduttivo valutare la trasparenza degli amministratori solo da redditi e patrimoni. È una concezione che allontana dalla politica le competenze e che apre la strada ad una cultura morbosa da “buco della serratura”, che rischia di perdere di vista aspetti più rilevanti sulla trasparenza, che invece si valuta nelle parole, negli impegni, nei comportamenti e nelle decisioni pubbliche, lontane da ambiguità. Su questi aspetti mi sento di dire che, di là dal reddito, Notari è stato un assessore trasparente, corretto e consapevole del ruolo pubblico che esercitava» (e.spa.)
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