Gazzetta di Reggio

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Sui social contro Coffrini e l’ex sindaco querela Bini

di Enrico Lorenzo Tidona
Sui social contro Coffrini e l’ex sindaco querela Bini

Brescello: l’azione dopo la polemica seguita a un incontro sulle mafie a Reggio Il legale fu accostato ai Grande Aracri, facendo scattare così l’offensiva legale

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BRESCELLO. Enrico Bini e la famiglia Coffrini, anche se indirettamente, non se le sono mai mandati a dire negli ultimi anni. Ma questa volta, come annunciato nel febbraio scorso, l’ex sindaco di Brescello Ermes Coffrini - padre di Marcello, a sua volta sindaco ma dimessosi poco prima dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose - ha deciso di passare alle vie legali contro l’attuale sindaco di Castelnovo Monti, «colpevole» di aver pubblicato nel febbraio scorso su Facebook un video con tanto di plauso («Bravo Walter») in cui l’ambientalista reggiano Walter Ganapini accostava Coffrini alle vicende della famiglia del boss Grande Aracri. Un ragionamento articolato durante un confronto pubblico sulle mafie a Reggio tra Bini e il segretario del Pd di Reggio Andrea Costa, al quale prese parola anche il pubblico, tra cui anche Ganapini.

Coffrini senior, avvocato amministrativista tra i più noti in provincia, ha preso carta e penna dando mandato per depositare querela per diffamazione nei confronti di Bini, che conferma la notificata avvenuta di recente.

Non si tratterebbe però dell’unica azione legale messa in atto in questi mesi dall’avvocato Ermes Coffrini – per 19 anni sindaco di Brescello – che condivide da anni lo studio a Reggio con il figlio Marcello, anch’egli sindaco di Brescello dal 2014, dimessosi anzitempo per aver speso parole benevole proprio per Francesco Grande Aracri (condannato in giudicato per reato di associazione mafiosa).

La querela parte quindi dalle scintille salite dopo l’intervento di Ganapini, che riportò un racconto fattogli anni addietro da un conoscente che accostava l’avvocato Ermes Coffrini ai Grande Aracri. Fatto venuto all’orecchio del legale, che fece poi arrivare una nota con la quale affermò: «Voglio negare ogni mio coinvolgimento, poichè quanto affermato dal Ganapini è totalmente falso e diffamatorio» riservandosi di agire in tribunale. Ganapini in realtà aveva lanciato strali prima di tutto contro la cooperazione e il partito. «Com’è stato possibile distruggere un patrimonio ideale – aveva tuonato – dedicando tutto al Dio denaro perché quella era la competitività?». Coffrini ora è passato dalle parole ai fatti. Non ha mai negato di conoscere il compaesano Francesco Grande Aracri, né di essere stato il legale di alcuni esponenti della famiglia per una vecchia causa davanti al Tar, suo campo professionale. L’ex sindaco ha sempre negato ogni condizionamento, promettendo da tempo battaglia su tutti i fronti.

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