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"Adesso anche a Reggio si è diffuso il crack"

"Adesso anche a Reggio si è diffuso il crack"

Katia Orlandini, operatrice della Papa Giovanni, sulla diffusione della coca in città dopo il caso del banco pegni: «Due anni fa nella nostra città non era consumato»

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REGGIO EMILIA. «La domanda di cocaina in generale è molto aumentata negli ultimi anni. Anche qui a Reggio. Un segnale? È arrivato il crack in strada, che fino a due anni fa non era consumato. Ora invece c’è ed è visibile». Così Katia Orlandini, componente dell’Unità di prossimità dell’associazione Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, commenta la diffusione dello spaccio di cocaina in città, di cui il “banco dei pegni” scoperto dai carabinieri rappresenta un episodio finora inedito. Da circa quindici anni, la Papa Giovanni XXIII è in prima linea sul contrasto alle tossicodipendenze, attraverso un servizio a bordo di un camper nato nell’ottica di sensibilizzare sui rischi connessi all’uso delle sostanze, divenuto nel tempo un servizio rivolto sempre più ai consumatori di strada e a coloro che vivono nelle marginalità. «Il fatto che la cocaina non sia più solo una droga d’élite non è un fenomeno recente, ma risale a circa dieci anni fa. C’è una grossa differenza tra coca di strada e coca d’élite, per prezzo, taglio e concentrazione della sostanza».

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Che idea si è fatta del “banco dei pegni” della coca?

«Non conosco il caso specifico. La prima impressione è che la disperazione fa sì che si possano accettare anche compensi inferiori rispetto al passato. E mi piacerebbe sapere se i due siano in qualche modo costretti a spacciare».

Come è cambiato il fenomeno dello spaccio della coca a Reggio?

«Tendenzialmente, è l’offerta che genera la domanda di droga. E non il contrario. La dipendenza viene creata ad hoc a livello internazionale sulla base della disponibilità. Oggi la cocaina è diffusa veramente in maniera molto forte in tutti gli ambienti, anche perché è socialmente una sostanza più accettata rispetto ad altre, riuscendo a “mimetizzarsi”. Il consumatore non si considera tossicodipendente, nonostante non riesca a divertirsi senza ricorrere alla coca. E la società non stigmatizza i consumatori di coca come ad esempio quelli di eroina».

Quali le differenze tra coca d’élite e coca di strada?

«Le sostanze che girano per strada hanno un prezzo di circa 20-30 euro a pallino, pari a circa mezzo grammo. È una coca con un basso livello di concentrazione, sul 15%, a differenza della coca d’élite, che costa invece fino a 150 euro il grammo e ha una concentrazione fino al 70%. Il consumo di crack, che comporta una lavorazione della coca, prima non esisteva a Reggio Emilia. Vuol dire che la coca adesso non è troppo cara. Rispetto ad altre città, però, qui non si può parlare di emergenza, ma di certo è un chiaro segnale della diffusione della coca anche qui a Reggio nell’ultimo anno e mezzo». (e.spa.)

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