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M5s ancora all’attacco di Notari

M5s ancora all’attacco di Notari

Il gruppo consiliare: «Dopo l’annuncio dei redditi online, mostri le consulenze»

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REGGIO EMILIA. «Non è illegale aver ricevuto consulenze professionali, ma in segno di trasparenza verso i cittadini sarebbe importante una risposta». Il M5s torna all’attacco dell’ex assessore al Bilancio, Francesco Notari. E, all’indomani della decisione annunciata da quest’ultimo di pubblicare online redditi e sua situazione patrimoniale, torna a rivolgere all’ex assessore due domande, chiedendogli di mostrare anche le consulenze. «Dopo l’annuncio della pubblicazione di tutti i suoi redditi costretto dalla presa di posizione di Anac – dicono dal M5s – ripetiamo la domanda all’oggi ex assessore Notari, presentata il 14 novembre 2016: Notari in segno di trasparenza potrebbe rendere pubbliche tutte le consulenze che lui o società dove è socio, avrebbe ricevuto nei due anni precedenti la nomina da assessore? Notari in segno di trasparenza potrebbe dichiarare se prima della sua nomina ha avuto consulenze da parte di società partecipate del Comune come Iren o società ad esso collegate come Iren Rinnovabili o altre? Non è illegale aver ricevuto consulenze professionali, ma in segno di trasparenza verso i cittadini sarebbe importante una risposta». Due giorni fa l’ex assessore ha posto fine al caso che lo ha visto coinvolto per la mancata pubblicazione online dei suoi redditi. Un caso sollevato politicamente a luglio, quando sulla vicenda proprio dal M5s avevano presentato un accesso agli atti e un’interrogazione. Sempre dal M5s, era partita a novembre una segnalazione all’Anac, autorità alla quale lo stesso Notari aveva chiesto precedentemente un parere tramite un legale. Nell’ultima comunicazione Anac, del 27 dicembre, inoltrata al Responsabile trasparenza e all’Organo di valutazione indipendente del Comune, veniva chiesta la trasmissione di tutti i documenti relativi alla vicenda. Nella stessa lettera inoltre si faceva riferimento a un decreto del giugno 2016 nel quale si estendevano gli obblighi di pubblicazione anche ai titolari di cariche non elettive, ovvero gli assessori, dissipando così implicitamente uno dei dubbi posti dallo stesso Notari attraverso la richiesta del parere. Da parte sua, l’ex assessore, commentando la sua decisione di pubblicare i redditi, si era detto «francamente stupito da tanto accanimento polemico e un forse eccessivo interesse nei confronti di un reddito conseguito onestamente da un professionista». E aveva aggiunto: «Non avendo nulla da nascondere, e ancor più nulla di cui vergognarmi, ho deciso di rendere immediatamente pubblica la mia situazione patrimoniale e reddituale anche al fine di togliere da qualsiasi imbarazzo o difficoltà l’istituzione, di cui sono stato consigliere e assessore e a cui resto profondamente e sinceramente legato».

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