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«Quel boschetto portato via dalle ruspe»

«Quel boschetto portato via dalle ruspe»

A Cavazzoli sale la rabbia per il taglio delle piante lungo il Crostolo. Tutino: «Faremo una verifica»

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REGGIO EMILIA. Centinaia di piante tagliate da ruspe e motoseghe lungo il Crostolo. Siamo a Cavazzoli e i residenti, almeno quelli che abitano a ridosso del torrente, sono infuriati. Si sono svegliati, alcuni giorni fa, e hanno trovato davanti alle loro finestre, invece che i soliti rami ai quali si erano piacevolmente abituati, il nulla. Gli alberi che facevano ombra ai loro appartamenti non c'erano più e diversi operai stavano tagliano i pochi superstiti. Un intervento in realtà programmato proprio per tutelare chi, vicino al Crostolo, ci abita.

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Si tratterebbe infatti di un'attività di manutenzione degli argini a cura di Aipo (l'Agenzia interregionale per il fiume Po), programmata per ragioni di sicurezza idraulica. Lo scopo è quello di ridurre il materiale contenuto negli alvei, soprattutto se con arginature artificiali. La “potatura” così radicale però, praticata in inverno quando delle foglie non resta nemmeno l'ombra, ha generato un cambiamento drastico che ha fatto infuriare chi lungo quel tratto del Crostolo vive o passeggia tutti i giorni.

«Pulire gli alberi sugli argini sia esternamente che internamente - spiega Valerio Gabbi, residente storico di Cavazzoli - non ha senso. È lo scempio di un boschetto meraviglioso e tra l'altro proprio in questi giorni c'erano molte persone che ci andavano a passeggiare. Quando le piante avevano il fogliame sembrava di girare in Trentino e ora hanno fatto tabula rasa».

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Una vegetazione che, secondo Gabbi, avrebbe potuto essere utile anche all'ambiente: «In questo periodo si parla tanto di fermare il traffico per ridurre l'inquinamento quando le piante potrebbero risolvere tranquillamente questo problema, mentre qui hanno fatto tutto il contrario. Anche se hanno il permesso per farlo secondo me resta una cosa sbagliata, tagliare alberi di dieci anni non è giusto». «Prima almeno la mia casa era coperta da questa bella vegetazione - gli fa eco un altro residente - e adesso mi trovo davanti il nulla. E poi il Comune dice che così pulisce il fiume ma il Crostolo va pulito sul letto del fiume non sull'argine. E poi, tu tagli le piante che devono oltretutto tenere la terra insieme? È uno schifo».

Questa la risposta arrivata dal Comune attraverso l’assessore Mirko Tutino: «Verificheremo se questi interventi sono stati eseguiti nel rispetto del protocollo d'intesa che abbiamo con l'Agenzia interregionale per il fiume Po nella cura e nella tutela dell'alveo». (l.g.)

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