Gazzetta di Reggio

Reggio

«Se non iniziamo mai, sarà sempre tardi»

«Se non iniziamo mai, sarà sempre tardi»

L’obiezione del presidente di Act, che rilancia: «Sì a una metro di superficie con vagoni per le bici»

2 MINUTI DI LETTURA





SCANDIANO. «Dobbiamo decidere cosa fare del trasporto su ferro nel territorio reggiano nei prossimi dieci anni».

Allarga il discorso a tutte le linee “minori” provinciali, il presidente di Act Daniele Caminati, che nel suo ruolo si occupa appunto di collegamenti reggiani. La discussione scandianese fra autobus e treni diventa uno spunto «per riflettere del futuro delle tre linee ferroviarie reggiane, quelle che da Reggio città vanno sino a Sassuolo, Ciano e Guastalla. A me interessa una riflessione ampia. Non entro nel merito specifico della proposta scandianese perché chiaramente il sindaco conosce meglio di me il suo territorio e le esigenze particolareggiate che ci sono».

«Dobbiamo decidere adesso cosa si vuole fare di questo servizio, che al momento è sì e no sufficiente, e che necessita di interventi e di potenziamenti per poter continuare ad essere efficace» evidenzia. I vantaggi sarebbero tanti. «L’idea è sempre quella della metropolitana di superficie che colleghi la città a diversi distretti, e si potrebbero pensare a tante soluzioni, come i vagoni per il trasporto bici: un ragazzo va in stazione nel suo paese, a Reggio fa i suoi giri in bici e poi ritorna senza problemi. E si ridurrebbe fortemente il traffico sulle nostre strade. Sembro fuori dal mondo, forse, ma ne sono convinto, e continuerò a impegnarmi», assicura.

Per Caminati ormai siamo alle scadenze. «O decidiamo di intervenire in tempi brevi, per progettare il futuro, o non si combina più nulla. Tutino nel suo intervento ricorda che Tper è in attivo, delle risorse ci sono e il servizio è migliorabile; quello che chiederò a Tper e a Fer è di investire per migliorare la situazione», avverte il presidente di Act. Il cambiamento da fare è grande, e non riguarda solo le strutture, le rotaie e le stazioni. «Va cambiato l’approccio: il treno deve essere una comodità, un modo più rapido e più comodo per muoversi. Tutti i giorni migliaia di studenti prendono il treno per andare a scuola in città, per cinque anni lo usano quotidianamente e lo conoscono – evidenzia –. Bene, finita la scuola quasi nessuno di loro salirà mai più su un treno locale, non lo vede più come un collegamento con la città. Su questo dobbiamo lavorare». Resta la questione della tempistica. «Io sono di Bibbiano, è la stessa obiezione che sento nel mio paese per la Reggio-Ciano. Io rispondo che se non iniziamo adesso ad affrontare il problema, non riusciremo più a farlo», dichiara. (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google