Sequestrate 800 piante di marijuana
Scoperto un altro casolare nella Bassa trasformato in un piantagione domestica clandestina. Una persona arrestata
FABBRICO. Un casolare diroccato nelle campagne di Fabbrico trasformato in gigantesca serra in cui allestire una vera e propria piantagione di marijuana. Sono oltre 800 le piantine sequestrate nella giornata di ieri dagli uomini della Squadra mobile, guidati dal dirigente Guglielmo Battisti, e che da Reggio Emilia sono arrivati in forze nella Bassa per il blitz. Una persona è finita in arresto.
Si tratta ormai del quinto caso del genere in provincia di Reggio Emilia. Una realtà, quella portata a galla dagli investigatori, che disegna un nuovo ritratto dell’attività non solo di spaccio in terra emiliana, bensì di produzione della sostanza stupefacente, che ha ancora diversi punti interrogativi da risolvere. Intanto la criminalità, che sta dietro a questo business, deve fare i conti con un nuovo colpo ben assestato da parte degli inquirenti.
Ancora una volta, infatti, il sequestro operato è ingentissimo. Centinaia e centinaia di piante messe a dimora in vasi allestiti all’interno delle stanze di quella che all’apparenza era una vecchia cascina. Uno scenario del tutto simile a quanto scoperto poche settimane fa, in quel caso da parte dei carabinieri, in un altro casolare, ma a Novellara: una “fabbrica” della marijuana da 1.600 piante coltivate grazie a un impianto di irradiamento, aerazione e irrigazione che al dettaglio avrebbero fruttato oltre 3 milioni di euro. Due, entrambe cinesi, le persone arrestate. Pochi giorni prima era stata la polizia municipale di Reggio Emilia a sequestrare un’altra cascina a San Rocco di Guastalla: erano stati trovati 76,4 chilogrammi di marijuana pronta per essere immessa sul mercato, 668 piantine di marijuana, 663 vasi contenenti le radici delle piante pronte per la ricrescita. Era stata arrestata una donna cinese di 40 anni. A marzo era stata la Guardia di Finanza di Modena ad attuare un blitz nelle campagne di Novellara, dove vennero rinvenute 3.208 piante. A novembre 2015 erano state invece 771 le piante di marijuana sequestrate in un casolare che sembrava abbandonato nelle campagne di Castelnovo Sotto, da parte della polizia di Stato. Era stato scoperto durante un controllo da parte dell’Ufficio immigrazione rispetto alla residenza di un cinese. Anche in quel caso, a finire in manette fu un giovane uomo di nazionalità cinese che, trovato sul posto, non riusciva a dire una parola di italiano. Sembra proprio essere questo il comune denominatore delle piantagione clandestine scoperte nelle Bassa: la presenza di cittadini cinesi in quei covi. Nel caso di San Rocco, bisogna registrare che si è assistito alla decisione del gip, Giovanni Ghini, di scarcerare la donna cinese trovata dagli agenti nella casa ritenendo attendibile la sua giustificazione: quella di essere solo la donna delle pulizie della casa a fianco.
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