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Tramezzani conquista Lugano

Tramezzani conquista Lugano

Il mister di Collagna ingaggiato come primo allenatore della squadra elvetica

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COLLAGNA. Il territorio dell’Appennino per decenni è stato terra di emigrazione, in particolare sono state tante, fino agli anni ’50, le donne che andavano “a servizio” presso famiglie agiate a Genova o a Milano, mentre tanti, specialmente nella prima metà del ‘900, gli operai che andavano a cercare fortuna in Belgio o in Svizzera. È sicuramente diversa, e rende sicuramente orgoglioso l’Appennino, la vicenda che vede un montanaro di origine oggi arrivare ad un traguardo sportivo di assoluto rilievo in Svizzera: nei giorni scorso Paolo Tramezzani, originario di Collagna, è stato ingaggiato come nuovo primo allenatore del Lugano, squadra che milita nella massima serie elvetica e che ha di recente esonerato Andrea Manzo e ha scelto di chiamare proprio l’ex terzino di Atalanta, Piacenza, Inter e Tottenham in Premier League.

Tramezzani è al suo primo incarico come allenatore capo, ma arriva da una importante esperienza di vice allenatore: prima che fosse chiamato dal presidente del Lugano Angelo Renzetti era vice allenatore della nazionale albanese.

Tramezzani è nato a Castelnovo Monti, come raccontava lui stesso in una recente intervista: «Sono nato a Castelnovo Monti, in provincia di Reggio Emilia, anche se la mia famiglia è originaria di Collagna, ma non essendoci l’ospedale si doveva “scendere” a Castelnovo, che è anche il paese natio di Paolo Monelli, mio vicino di casa, nonché ex attaccante di Fiorentina, Lazio, Bari e Vicenza». Ora la nuova sfida di Tramezzani col Lugano si chiama salvezza: la squadra al momento è terz’ultima nella Super League, il massimo campionato svizzero. Una sfida difficile, che il neo allenatore ha assunto con il classico carattere da “montanaro”, senza paura. “Non reputo quest'esperienza un rischio - ha spiegato nella prima conferenza stampa da allenatore - Sono consapevole di quello che ho lasciato e di quello che ho vissuto in questi cinque anni da vice allenatore dell’Albania. Una esperienza che mi ha dato la forza, il coraggio e la determinazione di accettare la proposta. Era quello che volevo, nonostante non sia stato facile il distacco con la realtà che ho vissuto in Albania e anche per i rapporti che si erano creati». Dall’Appennino reggiano non può che arrivare un grande in bocca al lupo a questo emigrante di successo. (l.t.)

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