La casa della droga, arrestato un cinese
Fabbrico: a custodia delle 800 piante di marijuana c’era un cittadino straniero di 31 anni, irregolare e ora in carcere
FABBRICO. Centinaia di piante di marijuana, coltivate alla luce di lampade professionali in una serra dotata di immense pompe di aerazione. Un investimento illegale per decine di migliaia di euro, effettuato per dare vita alla quinta “fabbrica” della droga scovata in provincia di Reggio Emilia nel giro di un anno. Quest’ultima, però, scoperta nelle campagna di Fabbrico e con ben 800 piante, non si trova dentro un casolare fatiscente, ma in un casolare ristrutturato, di proprietà di un anziano reggiano, che lo affittava a cittadini cinesi. Una piantagione di marijuana scoperta dalla Polizia di Stato nella Bassa al termine di prolungati appostamenti che hanno portato a perquisire il casolare con i muri rossi, colorati da poco tempo, e che non facevano certo presagire alcunché di losco. Ma lì la Squadra Mobile di Reggio ha individuato un cittadino cinese, Yi Chen, 31 anni, irregolare sul territorio nazionale, che alla vista degli investigatori della questura ha cercato di fuggire venendo però bloccato e ammanettato.
All’interno dell’edificio, in tre stanze appositamente allestite, c’erano le 800 piante di marijuana, in vario stato di maturazione. Una volta entrati, gli agenti sono rimasti alquanto stupiti. Un muro dentro al casolare era stato bucato per far passare i grandi tubi dell’aria. Appesi una lunga serie di contatori e marijuana già raccolta.
Oltre alle piante e ad un impianto di aerazione, erano presenti anche numerosissime lampade alogene usate proprio per far crescere le piante. In alcuni involucri, poi, oltre un chilo di raccolto: marijuana essicata pronta per la vendita all’ingrosso. Il cittadino cinese, quindi, è stato arrestato per traffico e coltivazione di marijuana e trasferito in carcere. Sia lo stupefacente che il materiale per il confezionamento è stato sottoposto a sequestro e trasportato in questura per ulteriori approfondimenti.
Come ricordato, non si tratta certo della prima maxi-piantagione scovata in provincia. L’ultimo caso simile è di poche settimane fa, quando i carabinieri, in un altro casolare, ma a Novellara, hanno scoperto 1.600 piante coltivate grazie a un impianto di irradiamento, aerazione e irrigazione che al dettaglio avrebbero fruttato oltre 3 milioni di euro.
Resta da capire quale sia il canale commerciale di sbocco di quantità così ingenti di stupefacente. L’idea di fondo è che la criminalità organizzata, soprattutto quella specializzata nella coltivazione e nello spaccio all’ingrosso di marijuana, abbia progettato la coltivazione a Reggio, evitando così i problemi connessi al traffico illecito. Un’ipotesi investigativa sulla quale stanno lavorando gli agenti della Squadra Mobile coordinati dal dirigente Guglielmo Battisti, che stanno ampliando il raggio dei controlli in provincia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
