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Muore Malpeli, alpino e deportato

Muore Malpeli, alpino e deportato

A Ramiseto i funerali del 93enne reduce della campagna di Russia

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VENTASSO. Alpino, deportato, militante antifascista. È morto ieri mattina il 93enne Luigi Malpeli, originario di Ramiseto, il paese appenninico dove oggi alle 15 verrà officiato il funerale in forma civile. Il corteo si formerà all’incrocio della provinciale all’altezza del ristorante “Da Iole”, e da lì si proseguirà a piedi sino al cimitero del paese, lungo la strada verso Montemiscoso. Malpeli lascia la moglie Primina, il figlio Bruno e tanti parenti e amici nella montagna reggiana. Arruolato negli alpini, era un reduce della campagna di Russia. Dopo la sconfitta sul Don era tornato in Germania, e da lì aveva raggiunto l’Italia a piedi. Comunista e fortemente antifascista, dopo l’armistizio del settembre ’43 non si arruolò con i repubblichini e venne deportato in Germania come “schiavo di guerra”. Alla fine del conflitto lavorò come pastore, prima di trasferirsi a Milano, senza comunque troncare il rapporto con Ramiseto. Nel paese natale ha costruito da solo la sua casa e un poggio con un rigoglioso frutteto, che ha sempre seguito con passione sino all’ultimo. (adr.ar.)

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