Gazzetta di Reggio

Reggio

Scuole aperte il 7 gennaio ma gli studenti non ci sono

di Jacopo Della Porta
Scuole aperte il 7 gennaio ma gli studenti non ci sono

Classi dimezzate, in certi casi azzerate, nel Reggiano: riscaldamento acceso e mezzi pubblici in funzione per pochi

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REGGIO EMILIA. «Gli studenti presenti oggi sono il 52%». Poco dopo mezzogiorno di ieri la preside Sonia Ruozzi dell’istituto Pascal di via Makallè a Reggio, ha verificato grazie al registro elettronico quanti dei 1.328 studenti della scuola avessero varcato l’ingresso al suono della campanella. Naturalmente la dirigente non si è stupita del fatto che tra i banchi fossero così in pochi.

In provincia in alcuni casi è andata anche peggio. A Villa Minozzo e a Carpineti ci sono state classi praticamente senza studenti. In media le defezioni si sono attestate un po’ ovunque sul 50%.

Collocare il primo giorno di scuola dell’anno, al sabato, dopo un lungo periodo di festa, non poteva che portare a una situazione del genere.

La scelta è stata fatta dalla giunta regionale, che ha deciso di non fare il ponte per raggiungere il numero minimo di 205 giorni di lezione (a livello nazionale invece i giorni sono 200).

All’istituto Secchi la percentuale degli assenti è stata addirittura del 70%. «Nelle scuole dove ci sono ragazzi con genitori stranieri – dice il vicepreside Paolo Mazzeranghi – era logico attendersi questi numeri, perché molti hanno aproffittato delle feste per tornare a casa. Speriamo che in futuro ci sia una programmazione differente in queste occasioni».

Anche al liceo artistico Chierici le classi erano dimezzate. «In qualche caso – dice la vicepreside Elena Viale – c’erano solo due o tre ragazzi. I docenti erano quasi tutti presenti, gli studenti invece pochi». Una delegazione del Chierici ha anche partecipato alla festa del Primo Tricolore. «Una terza e una quinta hanno assistito alla festa, ma anche queste due classi erano dimezzate, nonostante avessimo telefonato per informare tutti dell’evento».

In qualche scuola i numeri erano in controtendenza, ad esempio all’istituto agrario Zanelli le assenze non sono state numerose ma «sporadiche», ha detto la preside Rosella Crisafi.

Il mancato ponte di ieri ha comportato dei costi, prima di tutto per il riscaldamento che è stato acceso e poi rispento per il fine settimana.

Costi aggiuntivi anche per il trasporto pubblico locale: la dirigenza di Seta ha dovuto infatti impostare turni, manutenzione ed uscita dei mezzi a pieno regime per una sola giornata e questo ha provocato più di un disagio a chi se ne è dovuto occupare. I mezzi pubblici ovviamente non erano pieni, dato che gli studenti non si sono recati a scuola, come era evidente anche dal minore traffico sulle strade cittadine.

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