Vietato morire a Scandiano, Stato civile chiuso per ferie
Niente cerimonie funebri e sepolture dalla vigilia dell’Epifania fino a domani Il responsabile dell’ufficio defunti è in vacanza ma non c’è nessuno a sostituirlo
SCANDIANO. «Quasi quattro giorni senza il servizio per la denuncia dei decessi. Non ci si rende conto del problema che si crea?». Il lungo ponte della Befana, causato dal calendario con la festività caduta nella giornata di venerdì, ha generato un disagio piuttosto particolare nel territorio scandianese.
«Dalle 17 di giovedì 5 e sino a lunedì prossimo (domani, ndr) non è in funzione il servizio di stato civile per le denunce di morte. Senza questo servizio non è possibile procedere con sepolture e cerimonie, le salme sono bloccate. In pratica, niente funerali per quattro giorni», racconta un operatore dei servizi funebri attivo anche nel territorio scandianese.
Solitamente nei giorni festivi i Comuni hanno un numero di reperibilità per il funzionario competente alle denunce di morte. Attraverso questo numero, le ditte di onoranze funebri e gli addetti possono procedere comunque con la burocrazia del caso. Scandiano in genere non fa eccezione, ma in questo inizio di 2017 tutto si è fermato.
Il problema sembra nascere da un “cortocircuito” organizzativo. «La persona che di solito si occupa di queste pratiche è in ferie, e ci mancherebbe che non lo fosse, visto che ne ha tutti i diritti. Il problema, non si capisce bene per quale motivo, è che la persona non è stata sostituita per le reperibilità. E con la Befana di mezzo, ci sono diversi giorni di stop», spiega l’operatore. «Giovedì 5 alle 17 chiudeva l’ufficio, che poi riaprirà lunedì 9. E quel giorno magari ci saranno diverse pratiche da sbrigare, non è certo detto che in un amen si possa fare tutto».
I rischi di disagi sono alti e su un tema delicato: «Se avessi da portare una salma fuori provincia, magari a grande distanza, dovrei rimandare il viaggio di giorni e tenere le famiglie in attesa. E ci sono problemi anche per un funerale in zona», spiega l’operatore. «Le famiglie, in questi momenti, sono comprensibilmente fragili; con un ritardo simile reagiscono male e se la prendono con noi. Ci dispiace, questo è un disagio che davvero si poteva evitare».
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