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La morte di Erika Reverberi, il camionista scrive alla famiglia

La morte di Erika Reverberi, il camionista scrive alla famiglia

Reggio Emilia: ha mandato una lettera di condoglianze ai genitori della studentessa di 17 anni morta a Rivalta. Il padre: «Ci ha espresso cordoglio e vicinanza»

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REGGIO EMILIA. «Il camionista che ha investito nostra figlia ci ha scritto una lettera». Alla marcia in memoria di Erika, discreti e silenziosi, hanno voluto partecipare anche loro. I genitori della diciassettenne hanno seguito il centinaio di adolescenti dall’inizio alla fine, salutandoli e parlando con loro cercando anche di confortare chi, ancora, non ha potuto fare a meno di piangere. Giovanni Reverberi e la moglie Roberta Marchi, abbracciati per darsi forza a vicenda, non hanno voluto mancare. Ed è qui che il padre, terminata la marcia, ha rivelato di aver ricevuto una lettera dall’autista che ha causato, involontariamente, la morte della ragazza. Parole arrivate in via Mattarella 10, dove abita la famiglia, che certo non hanno alleviato l’enorme dolore di Giovanni, Roberta e della figlia maggiore Nicole.

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«Il camionista – ha spiegato brevemente il padre – ci ha scritto una lettera per esprimere le sue condoglianze. Ci ha espresso vicinanza e partecipazione al nostro dolore».

Per rintracciare l’uomo che ha causato la morte di Erika fondamentali erano state le testimonianze di chi aveva assistito all’incidente.

Il tir infatti portava sulle fiancate le insegne di una marca di acqua minerale e gli accertamenti condotti dalla Municipale hanno consentito di individuare la ditta distributrice del marchio, con sede in provincia di Parma. Grazie alla collaborazione della società, gli agenti sono poi riusciti a risalire all’autista, a cui erano state affidate le consegne a Montecavolo e nel Modenese.

Una volta rintracciato telefonicamente l’uomo, italiano, si era quindi messo immediatamente a disposizione degli inquirenti, fermando il mezzo all’interno della ditta a Modena Est dove stava scaricando.

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E, dopo le indagini, sembrerebbe che ad aver causato la morte della ragazza sia stata una fatalità, uno scontro fra la carena del suo scooter e il rimorchio del tir, nemmeno avvertita dal camionista. «Ma anche se non sono un esperto di viabilità – ha concluso il padre – se davvero la bretella di Rivalta servirà a ridurre altre disgrazie così ne sono felice». (l.g.)

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