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Oggi l’addio all’ex sindaco partigiano e sindacalista

di Adriano Arati
Oggi l’addio all’ex sindaco partigiano e sindacalista

A Carpineti i funerali di Bruno “Kira” Valcavi, protagonista del ’900 appenninico Anpi: «Attivo fino all’ultimo». Biagini: «Schietto e sincero, schiena sempre dritta»

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CARPINETI. Uno dei grandi protagonisti del ‘900 carpinetano, sindaco, partigiano, sindacalista. Oggi pomeriggio Carpineti e la montagna reggiana diranno addio a “Kira”, Bruno Valcavi, 91enne ex primo cittadino morto sabato sera all’ospedale di Castelnovo Monti per il peggioramento delle già fragili condizioni di salute.

Il corteo partirà alle 14.15 dalla camera ardente castelnovese; l’arrivo a Carpineti è previsto alle 14.45 in piazza Matilde di Canossa, davanti al municipio e alla sua casa, quella in cui ha vissuto decenni. Lì ci sarà una breve benedizione e un omaggio. Al termine, la salma verrà portato nel luogo scelto dalla famiglia per la cremazione. Bruno Valcavi lascia la moglie Franca, per decenni titolare di una lavanderia a Castelnovo, le sorelle Giovanna e Maria, tanti parenti e amici, fra cui Enrica Costi, e la sua famiglia, che per tanti anni l’ha seguito e aiutato nella vita quotidiana, diventata complessa a causa della progressiva perdita della vista.

Oggi lo ricordano l’amministrazione comunale, che sarà presente alla cerimonia, e l’Anpi provinciale. Con Valcavi il paese appenninico saluta un lunghissimo capitolo del suo ‘900. Rimasto orfano a 14 anni, aveva iniziato a lavorare come garzone contadino per aiutare la mamma Alma e sette fra fratelli e sorelle. Da sempre impegnato con la sinistra, con lo scoppio della guerra viene chiamato sotto le armi. Dopo l’armistizio torna subito nella montagna reggiana e si unisce ai partigiani, combattendo col nome di battaglia “Kira” nel distaccamento Pigoni della 26ª Brigata Garibaldi, impegnato principalmente fra Toano e Villa Minozzo.

Dopo la Liberazione diventa segretario del Pci carpinetano, nel 1948, e dell’Anpi, incarico che ha mantenuto sino al 2015. Dal 1959 lavora nella Cgil, sempre in Appennino, dal Villaminozzese sino a Collagna e Ligonchio, e nel frattempo viene eletto consigliere comunale. Nel 1967 diventa poi sindaco di Carpineti per il Pci, e viene riconfermato nel ruolo nel 1970 e nel 1975.

Alla fine degli anni ’70 viene sostituito a metà mandato per un contrasto interno al Pci locale sulle alleanze politiche da perseguire, e al suo posto arriva Ivan Venturi.

Dagli anni ’80 ha gestito uno sportello assicurativo in piazza, sotto al proprio appartamento, e ha dedicato tante energie all’Anpi.

«Nonostante l'età e la menomazione della funzione visiva, continuò fino all'ultimo ad occuparsi anche del tesseramento all'associazione partigiana, non solo telefonando alla sede provinciale, ma anche firmando lettere che dettava a suoi collaboratori e che spediva regolarmente», ricorda l’associazione partigiana.

Il 25 aprile 2016 non aveva voluto mancare alla festa in piazza, e in settembre, assieme ad altri tre compagni d’armi, aveva ricevuto la medaglia ministeriale per il 70° della Liberazione.

Gentile, sorridente, fino all’ultimo si aggiornava sulla politica locale e nazionale, per discuterne volentieri al bar con gli amici.

«Uomo schietto e sincero, con la schiena sempre dritta, non rifiutava mai il confronto, ma era sempre pronto a riconoscere le ragioni dell’interlocutore. Quante volte abbiamo discusso di Marx e di Lenin, rimanendo ciascuno del suo parere, ma volendoci sempre tanto bene», scrive oggi un altro sindaco carpinetano, Eolo Biagini, che definisce Valcavi «il sindaco che più di ogni altro ha realizzato per il territorio di Carpineti, avendo saputo creare per primo quelle sinergie che hanno consentito la creazione di attività imprenditoriali che hanno dato lavoro a centinaia di famiglie anche non carpinetane».

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