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Una marcia commossa per ricordare Erika

di Leonardo Grilli
Una marcia commossa per ricordare Erika

Un centinaio di persone alla camminata per la 17enne morta in scooter Gli organizzatori: «Ora chiediamo più sicurezza sulle strade della frazione»

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REGGIO EMILIA. Una marcia silenziosa, a testa china, mentre i ricordi volano verso una ragazza che adesso non c’è più. E quando, amplificata da un megafono, comincia a suonare la sua canzone preferita, è impossibile trattenere le lacrime. Quasi un centinaio di amici di Erika Reverberi, accompagnati da alcuni insegnanti, i genitori della giovane e i sindaci di Reggio e di Quattro Castella, si sono ritrovati ieri a Rivalta per una camminata in ricordo della 17enne morta lo scorso 13 dicembre in un terribile incidente stradale, mentre si stava recando a scuola in motorino.

Un’occasione commovente, che ha dimostrato a quasi un mese dalla sua scomparsa l’enorme affetto verso la studentessa da parte di chiunque l’avesse conosciuta anche solo una volta. Ma l’iniziativa, promossa dagli amici della ragazza al fianco di alcuni gruppi parrocchiali, aveva anche l’obiettivo di sensibilizzare l’amministrazione e la cittadinanza sul tema della sicurezza stradale, specialmente in alcuni punti considerati particolarmente pericolosi. «Nei giorni scorsi – ha spiegato una delle organizzatrici, la maestra Agata Manfreda – parlando con amiche ed amici di Erika ci siamo resi conto della tragedia che ha inondato i loro cuori. Difficile accettare la sua scomparsa improvvisa. Così si è fatta strada la volontà di ricordarla, nell’idea che una migliore sicurezza stradale possa evitare altre tragiche morti». Il gruppo si è ritrovato in via Salvo D’Acquisto, dove si è svolto un momento di preghiera guidato dal parroco di Montecavolo, don Pierluigi Ghirelli, per poi procedere verso Rivalta sul marciapiede di via Bedeschi fino a raggiungere via della Repubblica.

Da qui la piccola folla si è spostata in via Sant’Ambrogio per fermarsi nel punto esatto dove Erika è stata travolta dal camion: sull’asfalto sono ancora presenti i segni dei rilievi della polizia municipale, proprio lì dove giaceva il corpo ormai senza vita della 17enne.

Qui, mentre amici e familiari si sono stretti in un abbraccio, uniti in un dolore inesprimibile, alcuni insegnanti hanno voluto ricordare la ragazza, spiegando le ragioni di questa camminata. «In questo momento noi docenti viviamo un doppio dolore – ha spiegato, commossa, Maria Chiara Gadaeta – sia come professori sia come genitori. Questo è il secondo caso, da quando sono a Reggio Emilia, di un giovane morto mentre stava andando a scuola. La prima cosa che ho sperato quando l’ho saputo era che non fosse una ragazza che conoscevo e, invece, quando mia figlia è tornata a casa in lacrime ho saputo che si trattava di Erika. Ecco, noi oggi siamo qui perché questa morte non sia inutile, perché non voglio più che mia figlia torni a casa in lacrime».

Poi, a chiudere la camminata, ancora la canzone preferita dalla studentessa del Pascal cantata dal vivo da una delle sue più care amiche e compagne, Chiara Bonfrisco. Parole e note che hanno vibrato nell’anima di tutti i presenti e ancora, di nuovo, è stato impossibile trattenere le lacrime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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