Casa del Miele, settant'anni di dolcezza
Aperto nel dopoguerra, lo storico negozio di vicolo Broletto 1/A è stato guidato da tre generazioni di reggiani
REGGIO EMILIA. Un compleanno che più dolce non si può. La Casa del miele, storico negozio reggiano, compie 70 anni. Ha ampliato la gamma dei propri prodotti, vero. Ha coinvolto tre generazioni, vero. Ed è rimasta sempre lì: «In vicolo Broletto 1/A, nel centro del centro della città» dice il titolare Riccardo Benetti, 36 anni.
Un traguardo importante e significativo. Un compleanno di un negozio che ha visto Reggio crescere e cambiare. «E siamo cambiati anche noi – sottolinea Benetti – Arrivare a 70 anni non è facile. Esserci arrivati è il risultato di un intreccio tra quel pizzico di lungimiranza dei vari gestori e quella buona dose di fortuna indispensabile per comprendere al meglio i cambiamenti del mercato».
Settanta anni. Sempre lì, sotto Broletto. «Dove per noi commercianti – scherza il 36enne – il pericolo più grande è rappresentato dalle biciclette che sfrecciano, nonostante il cartello sotto al porticato raccomandi di scendere». Alla guida del negozio tre diverse generazioni: «Ha iniziato tutto lo zio di mia mamma, Sante Fornaciari, che ha poi passato il testimone a mio zio, Viterbo Malavolti, il quale, a sua volta, ha ceduto a me e a mio cugino Giulio nel 1998. Giulio che, negli anni, ha poi preferito cambiare impiego».
Serranda su la prima volta nell’ottobre del 1945. Insegna storica, con scritto “Casa del miele e dell’apicoltore”, custodita gelosamente nel laboratorio di via Guido Riccio Fogliani al civico 22. «Si chiamava così perché un altro negozio a Milano si chiamava Casa del Miele e all’epoca due negozi con nome identico non potevano esistere». E licenza concessa sul finire del 1946: «Potremmo vendere di tutto – precisa Benetti – Dal cioccolato ai dolci, passando per i generi alimentari. E pure i trattori. Erano proprio tempi diversi rispetto a oggi».
Tempi diversi ma tante cose rimaste immutate. «Continuiamo a vendere le marmellate a peso, come nell’800. A volte non mi attento ad apportare novità, sono in imbarazzo».
E tanti aneddoti. Tra note della spesa consegnate prima e dopo ritirate da clienti fedelissimi. E gente che entra in negozio senza acquistare: «Quest’anno una signora – dice – non poteva comprare nulla perché il dottore glielo aveva proibito. E lei, rispettosa del divieto che le era stato imposto, è venuta comunque in negozio, ha fatto la fila e ha detto: “Non compro niente, ma non sarebbe stato Natale senza aver fatto la fila alla Casa del miele”».
Storie. Vecchie e nuove. Di un negozio diventato punto di riferimento: «Siamo cresciuti e ci siamo fatti conoscere anche fuori provincia grazie al marchio Solocacao. Il 70% della nostra produzione viene oggi venduta al di fuori del punto vendita».
Un pensiero ai clienti, uno sguardo al futuro: «Li ringraziamo tutti, uno a uno, senza di loro questa bella favola non sarebbe stata possibile. Una favola che continua. Insieme».
Settant’anni e non sentirli. Per un compleanno che più dolce non si può.
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