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Edilizia, cala il numero delle imprese attive

Edilizia, cala il numero delle imprese attive

A settembre erano in tutto 67.457, 1.288 in meno rispetto al 2015 Nel 2016 affari in calo dello 0,8%, in difficoltà le aziende più piccole

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REGGIO EMILIA. Nel mondo delle costruzioni la ripresa non è ancora arrivata. Anzi. Nel terzo trimestre del 2016 il volume di affari è infatti addirittura diminuito dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una frenata, dopo l’illusorio rialzo del primo periodo, e una inversione di tendenza che viene avvertita in particolare dalle piccole imprese mentre le grandi continuano a segnalare ancora una pur modesta crescita.

Sono alcune delle indicazioni che emergono dall’indagine sulla congiuntura del settore delle costruzioni in Emilia Romagna realizzata in modo congiunto dalle Camere di commercio e da Unioncamere che certifica in particolare un massiccio calo del numero di occupati oltre che della operatività delle imprese di minori dimensioni, specie di quelle individuali.

Le società che hanno registrato una crescita del volume di affari sono molte di meno e sono scese dal 33,3% al 27,6% mentre quelle con una diminuzione sono salite dal 20,7% al 24,1%. Tali variazioni sono state particolarmente accentuate nell’ambito delle aziende di minori dimensioni (- 2%) mentre quelle di medio livello sono riuscite a mantenere invariato il volume di affari (+0,1%) e le grandi hanno addirittura continuato a crescere di uno +0,9%.

Il registro imprese delle Camere di commercio a fine settembre contava nel settore 67.457 unità attive, vale a dire 1.288 in meno (percentualmente un -1,9%) in un solo anno, con una riduzione ancora più forte per quelle che operano nei lavori di costruzione specializzati ( -734 unità pari a un -1,5% ) e ben più evidente fra quelle attive nella costruzione di nuovi edifici (-553 pari a -3,1%).

La contrazione spicca con evidenza nell’ambito delle ditte individuali (-1.186 unità pari a - 2,5%) e ancora di più nelle società di persone (-3,8%) che pagano la minor attrattività delle normative che riguardano le società a responsabilità limitata.

La flessione delle imprese attive spicca ancor più vistosamente nella già piccola compagine dei consorzi e delle cooperative (- 4,4%). In aumento (+2%) soltanto le società di capitali.

Dello stesso tono i riflessi sul piano occupazionale e sull’intervento degli ammortizzatori sociali.

Nel terzo trimestre 2016 l’Istat ha registrato un crollo dei lavoratori delle costruzioni ridotti ormai a circa 96.000 dipendenti, vale a dire 15.000 (il 13,5% in meno) in un solo anno. Una caduta praticamente doppia rispetto alla pur ampia flessione (-6,3%) rilevata a livello nazionale.

Ne deriva ovviamente un calo della domanda di cassa integrazione tanto che nei primi dieci mesi del 2016 le ore autorizzate per interventi ordinari, straordinari e in deroga sono risultate pari a circa 5 milioni e mezzo, vale a dire il 25,5% in meno nei confronti con l’analogo periodo del 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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