«Il premio? È una splendida idea»
Melloni accoglie con favore l’idea della Gazzetta: «Per renderlo appetibile servirebbero 30mila euro»
REGGIO EMILIA. Alberto Melloni è uno dei principali storici italiani ed è attualmente ordinario di storia del cristianesimo nell’università di Modena e Reggio Emilia, titolare della cattedra Unesco sul pluralismo religioso e la pace dell’università di Bologna e dirige la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna. Ma è anche, da buon reggiano, uno dei più grandi conoscitori del nostro Tricolore e della sua storia. E non appena ha saputo della proposta della Gazzetta di Reggio di istituire un premio di respiro nazionale in occasione del 7 Gennaio, per rendere più attuale e popolare questa ricorrenza, ha subito accolto con entusiasmo l’idea.
«La proposta di istituire un premio – ha commentato Melloni – mi sembra una splendida idea, è uno strumento originale che se ben strutturato produce dei buoni risultati. Però occorre una finalità ben precisa che per come è stata organizzata la festa del Tricolore potrebbe avere a che fare con la cultura nazionale». Melloni, oltre che storico, fa anche parte della commissione del premio Matteotti, assegnato a opere che illustrano gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e giustizia sociale che hanno ispirato la vita del politico vittima del fascismo. E sa, quindi, che perché il progetto abbia successo occorre un ordinamento molto preciso.
«Serve una struttura statuaria solida – ha proseguito – che lo sottragga a un deperimento localistico di cui forse la festa ha sofferto negli ultimi anni. Si deve immaginare un sistema classico, duale, diviso fra chi ha facoltà di candidare e chi ha quella di giudicare. Occorrono una serie di istituzioni adibite a proporre dei candidati che abbiano un respiro nazionale, come ad esempio le università, i licei, i corpi civili e militari, le associazioni dei magistrati e i sindacati. La giuria poi potrebbe essere composta da dieci o quindici membri, scelti per esempio dalla presidenza del Consiglio attraverso l’apposito Comitato per gli anniversari di interesse pubblico. A quel punto, per assegnare il premio si dovrebbe procedere in due fasi: una riduzione dei candidati a un numero pari a quello dei giurati e successivamente la compilazione di una graduatoria».
Perché il premio “Città del Tricolore” sia appetibile, tuttavia, occorre ovviamente un adeguato compenso in denaro: «Serve un contributo – ha concluso lo storico – adeguato all’importanza del premio. Una cifra che lo renderebbe interessante: ad esempio potrebbe essere 30mila euro, e non penso che per una città come Reggio Emilia sia difficile mettere assieme questa cifra».
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