In piazza per l’ultimo saluto all’ex sindaco partigiano
CARPINETI. Una piazza piena, fra canzoni e bandiere. Quella stessa piazza da lui vissuta come sindaco e abitante. Non sono mancate le persone, ieri pomeriggio a Carpineti per l’ultimo saluto a Bruno...
CARPINETI. Una piazza piena, fra canzoni e bandiere. Quella stessa piazza da lui vissuta come sindaco e abitante. Non sono mancate le persone, ieri pomeriggio a Carpineti per l’ultimo saluto a Bruno Valcavi, 91enne partigiano ed ex sindaco del paese, scomparso sabato pomeriggio all’ospedale di Castelnovo Monti. Piazza Matilde di Canossa, giusto in mezzo fra il municipio e l’abitazione della moglie Franca Zafferri, ha ospitato la cerimonia civile di commiato a Bruno, nome di battaglia Kira. La bara, arrivata dalla camera ardente, è stata sistemata nel cuore della zona, attorniata dalle bandiere dell’Anpi, del Comune e degli Alpini, mentre la folla chiudeva il cerchio e la banda di Felina intonava canzoni partigiane, da Bella Ciao a La Brigata Garibaldi, testimoni della gioventù di Valcavi. Fra i presenti, tanti vecchi compagni di militanza politica nel PCI e gli ultimi partigiani locali rimasti, intristiti nel salutare l’amico di decenni. Su un palchetto, l’attuale primo cittadino Tiziano Borghi, il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini e Alessandro Carri, ex senatore ed ex sindaco del paese appenninico all’inizio degli anni ’90. Dopo i discorsi e i saluti a Franca e ai parenti, la salma è partita per la pianura, per il luogo scelto dalla famiglia per la cremazione. Valcavi ha segnato tanti pezzi della storia recente della montagna. Nato a Riana, a 14 anni perde il padre in un incidente agricolo e inizia a lavorare come garzone per aiutare la mamma Alma e sette fra fratelli e sorelle. Finisce sotto le armi, dopo l’armistizio riesce a tornare a casa e nella primavera del 1944 entra nella resistenza, nel distaccamento Pigoni della 26esima Brigata Garibaldi, col nome di battaglia Kira. Combatte in tutto l’Appennino e nel primo dopoguerra diventa segretario locale dell’Anpi e del PCI. Dopo anni di lavoro come sindacalista nella Cgil, nel 1967 si insedia come sindaco, e viene confermato nel ruolo nel 1970 e nel 1975, impegnandosi soprattutto per portare attività produttive e opportunità di lavoro in zona, così da contrastare l’abbandono da parte delle famiglie più giovani. Fusostituito in corsa da Venturi, dopo turbolenze interne al partito. (adr.ar.)
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