Gazzetta di Reggio

Reggio

L’agricoltura non teme il freddo asciutto

di Claudio Corradi

Le temperature rigide rappresentano una sorta di sterilizzazione da insetti o funghi dannosi

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REGGIO EMILIA. L’ondata di freddo notturno che ha caratterizzato questi primi giorni di gennaio non desta al momento gravi preoccupazioni per l’agricoltura reggiana se non limitatamente ad eventuali tagli di potatura realizzati sui vigneti immediatamente prima dell’arrivo delle minime più intense.

Per grande freddo in effetti si intende quello che sulla pianura della nostra provincia il 6 ed il 7 gennaio scorso si è spinto al di sotto dei 10 centigradi con punte di -11,4 a Correggio nella zona di rilevamento del servizio metereologico dell’Arpa Emilia Romagna. Temperature che nel Reggiano mancavano da tempo visto che una prima decade di gennaio con media delle minime così bassa, stando appunto ai dati del servizio meteorologico regionale, non la si ricorda da molti anni. Ad oggi la media delle minime di questo primo periodo dell’anno è di 7 centigradi al di sotto dello zero quando generalmente questo valore non si è mai spinto, come media della prima decade, al di sotto dei - 2,8.

Questo anche nel terribile anno del gelo del 1985 quando nei primi giorni di gennaio si registrarono anche - 20 gradi ma evidentemente come escursione molto limitata nel tempo. In effetti la vera anomalia del freddo di questi giorni, che da domani dovrebbe ridimensionarsi continuando però a regalare le gelate notturne tipiche di questo periodo, più che nel rigore, erano anni che non si arrivava a questi livelli, sta soprattutto nella sua prolungata intensità. Aspetto che per frutticoltori e viticoltori assume anche una valenza positiva per il fatto che le piante hanno delle specifiche esigenze in freddo che sono fondamentali per una regolare ed equilibrata ripresa vegetativa primaverile. Ma quello in cui sperano gli agricoltori reggiani da questo freddo intenso è una sorta di “sterilizzazione” da insetti o funghi dannosi alle colture nella speranza che la nuova annata possa esordire con un forte ridimensionato del potenziale di inoculo delle più importanti avversità. Cimice asiatica compresa. Non si dimentichi però che il freddo di questi giorni è un freddo che è arrivato gradatamente, non improvviso, e soprattutto particolarmente asciutto ed è soprattutto per questo che ad oggi non desta, restando entro questi limiti e condizioni, alcuna preoccupazione per le colture.

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