Multate sull'autobus, Seta: "Non hanno detto la verità"
Le ragazze avevano protestato accusando l’azienda di comportamento scorretto. Ma la società ha replicato: «I verificatori sono saliti ben due fermate dopo di loro».
REGGIO EMILIA. «Il gruppo di cinque ragazze è salito sul bus due fermate prima di quella di Porta Castello, dove invece sono saliti a bordo i due verificatori. Ragazze e verificatori, quindi, non sono saliti a bordo insieme, come invece affermato».
Con queste parole arriva la replica di Seta, secca e puntuale, al gruppo di genitori che aveva accusato la società di comportamento scorretto. Stando a quanto raccontato dalle figlie, infatti, tre di loro sarebbero state multate senza aver avuto il tempo di poter comprare il biglietto sul bus.
Ma l’azienda di trasporti, dopo le opportune verifiche, ha risposto a queste accuse. «Non corrisponde al vero che le ragazze siano state sanzionate non appena salite a bordo – ha fatto sapere Seta – né tantomeno che siano salite sul bus alla stessa fermata dei verificatori. La direzione aziendale ha infatti condotto una verifica interna, richiedendo un rapporto sia ai verificatori in servizio il giorno 5 gennaio alle ore 18 circa sulla linea urbana n°4 di Reggio Emilia sia all’autista dell’autobus in questione».
E proprio da queste indagini sarebbe emerso che il gruppo di giovani senza titolo di viaggio e i verificatori sono saliti sul bus in due momenti differenti, a distanza di due fermate gli uni dalle altre. «Di conseguenza – ha proseguito la società – le ragazze avrebbero avuto il tempo necessario per procurarsi il biglietto (tramite la macchinetta presente sul bus o dall’autista): quelle di loro che non lo hanno fatto sono state sanzionate come previsto dal regolamento di trasporto, che impone di regolarizzare la propria posizione prima che il bus raggiunga la fermata successiva a quella di salita. In questo caso, ripetiamo, le fermate utili sono state due».
Dalle indagini di Seta inoltre non è stato nemmeno confermato che, una volta sanzionate, le ragazze siano state “invitate a scendere”, «dal momento che la sanzione vale come titolo di viaggio di corsa semplice, quindi dà diritto a terminare la corsa entro il termine della sua validità oraria. Tutta questa vicenda, peraltro, si sarebbe potuto facilmente evitare se le ragazze fossero salite dalla porta anteriore del bus, anziché da quella posteriore, rispettando così una regola semplice ma fondamentale».
Insomma, secondo quanto appurato dall’azienda le ragazze avrebbero raccontato un episodio mai successo, forse per timore di essere sgridate dai genitori. «Facciamo inoltre presente – ha concluso Seta – che per i ragazzi under 14 da quest’anno esiste un abbonamento annuale che, al costo di 25 euro, consente di viaggiare illimitatamente su tutta la rete urbana di Reggio Emilia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
