Cuccurese: «Per ora gli animali riescono a sopravvivere»
Freddo e gelo a Reggio Emilia, il veterinario dell'Ausl: "In città la fauna, soprattutto quella autoctona, riesce a difendersi dall’inclemenza del tempo"
REGGIO EMILIA. Anche la poca acqua del torrente Crostolo è stata parzialmente ricoperta da una crosta di ghiaccio a causa delle temperature che dalla fine di dicembre scendono ogni notte al di sotto dello zero. È una sfida in più alla sopravvivenza degli animali che dimorano in maniera più o meno stabile fra gli argini del torrente.
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Perfino le anatrelle e le aborrite nutrie, le specie che vi si sono meglio ambientate fra la vegetazione selvatica, risentono dell’ostilità di un ambiente ripiombato nel rigore invernale di anni ormai lontani.
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Finché il terreno rimane scoperto, però, la fauna continua a trovare il cibo a cui è abituata. Quando verrà ammantato dalla neve le difficoltà aumenteranno, soprattutto per i caprioli e gli altri erbivori. «Quando la neve è abbondante – spiega Antonio Cuccurese, responsabile del servizio veterinario dell’Ausl – bisogna assistere e alimentare questi animali, procurando loro il cibo di cui hanno bisogno. Sono interventi necessari particolarmente in montagna, non in città, dove la fauna, soprattutto quella autoctona, riesce a difendersi dall’inclemenza del tempo».
In effetti non sembrano esservi problemi per le nutrie, protette dalla folta pelliccia per la quale questi animali, detti anche castorini, venivano allevati. Le anatre e gli altri palmipedi passeggiano tranquillamente sul ghiaccio. Ma riescono a sopravvivere al freddo anche animali abituati a climi semitropicali ma ormai acclimatati.
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«Nei parchi cittadini – sottolinea Cuccurese – vivono ormai numerosi pappagalli diventati invasivi, come il parrocchetto dal collare, lungo fino a 40 centimetri, e il più piccolo parrocchetto monaco. Per le specie autoctone, poi, non esiste alcun rischio». (l.s.)
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