I sindaci: «Non c’è futuro con la Provincia bloccata»
I primi cittadini chiedono di ridisegnare le funzioni e assegnare le risorse
REGGIO EMILIA. «Occorre rifinanziare strade e scuole, le ultime competenze rimaste alla Provincia: è una priorità assoluta. Serve chiarezza amministrativa e finanziaria. La Provincia non resti abbandonata a se stessa». Tutti uniti nell’invocare maggiori risorse per Palazzo Allende: e non poteva essere altrimenti, visto che la maggior parte dei sindaci sono alle prese con doppi e tripli incarichi, sempre di corsa tra un consiglio comunale, una riunione dell’Unione e una seduta del consiglio provinciale, mentre le strade invocano vendetta e a scuola si fa lezione nei container. L’appello di Giammaria Manghi davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella e al ministro Delrio, firmatario del “pasticciaccio” che ha cancellato le Province che in ogni caso al momento sopravvivono, trova le fasce tricolori concordi nel sostenere la necessità di una rivisitazione dell’assetto istituzionale. E se il Governo ha dichiarato ieri che è stato previsto un miliardo nella legge di stabilità a copertura dei 750 milioni mancanti, i sindaci non dormono sonni proprio tranquilli. Chi può, fa da sé. Ad esempio a Luzzara il sindaco Andrea Costa, che è anche segretario provinciale del Pd, sottolinea che «via Fiocchetti, un pezzo di strada provinciale che collega Codisotto a Casoni, aspetta da anni la posa di alcuni guard rail e una manutenzione straordinaria del manto stradale per essere riaperta al transito: ma è tutto fermo. Come amministrazione abbiamo dato disponibilità alla Provincia di prenderla in carico noi, dequalificandola da strada provinciale a comunale, pur di riaprirla al transito».
Bloccati anche i progetti nella Bassa est, come racconta il sindaco di Rio Saliceto, nonché presidente dell’Unione Pianura Reggiana, Lucio Malavasi: «Abbiamo alcune strade da affrontare, come la SP30 Cà de Frati-Rolo e un altro nodo storico come la rotonda di Ponte Vettigano, al confine con Campagnola: si tratta di due interventi che tempo fa la Provincia di Reggio poteva portare avanti, oggi con questa incertezza è stallo completo».
Sulla questione strade – sono oltre 900 i km di competenza della Provincia nel Reggiano – la difficoltà degli ultimi anni di palazzo Allende è stata evidente: specie in montagna. «In montagna si va avanti a suon di fondi regionali, europei, statali di dieci anni fa. Finora abbiamo retto, ma c’è sempre l’incognita del fatto che si naviga a vista: non si sa mai se ci saranno i fondi per il prossimo anno», dichiara Mauro Bigi, sindaco di Vezzano nonché neo presidente Unione Colline Matildiche.
A Scandiano l’istituto superiore “Gobetti” fa lezione, per ora, in container, in attesa che parta il cantiere per la nuova struttura: «L’appalto – spiega Alessio Mammi – prevedeva che chi vinceva doveva non solo costruire ma anche provvedere al progetto esecutivo. Unieco ha realizzato il progetto esecutivo, l’ha presentato alla Provincia e al Stb (Servizio tecnico di bacino) che a giorni dovrebbe firmare il via libera per la parte antisismica». Un progetto - l’unico nel Reggiano di costruzione ex novo - dal costo di 2 milioni di euro, reso possibile «perché siamo partiti due anni fa e la Provincia ha usato fondi governativi Bei e spazi di indebitamento offerti dal governo Renzi: se fossimo partiti ora, questa possibilità non ci sarebbe». Dal punto di vista istituzionale, poi, molti primi cittadini si interrogano sul ruolo delle Unioni. «Esiste il tema della divisione dei compiti tra Comuni, Unioni dei Comuni, Provincia e Regione: non è assolutamente chiaro e il rischio è di aumentare i livelli anziché semplificare - prosegue Bigi - Unioni e Provincia possano avere ruoli troppo simili, come ad esempio sull’ufficio personale, i servizi informatici, le biblioteche. Visto che la Provincia rimarrà, potrebbe affiancare e aumentare i servizi di supporto rivolti alle Unioni».
Concorda Costa: «Anche le Unioni scontano una difficoltà perché sono rimaste, per così dire, a metà del guado. Più che di nostalgia per la Provincia di un tempo, credo che bisogna avere lo sguardo rivolto in avanti: vediamo una volta per tutte di portare a casa un’architettura istituzionale ridisegnata di questo paese. Si ridefinisca e si riassegnino le funzioni con le conseguenti risorse per svolgerle». «L’impegno che ci mettono i sindaci - aggiunge Malavasi - in primis Manghi, sono da medaglia d’oro. La legge Delrio non ha previsto nessuna premialità per le province virtuose e per il superlavoro dei sindaci aumentato a dismisura e non regolamentato. I sindaci stanno dando prova di volontà, dedizione e competenza. Altro che spending review».
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