Gazzetta di Reggio

Reggio

Condannato per violenza sessuale via chat

di Enrico Lorenzo Tidona
Condannato per violenza sessuale via chat

Due anni (pena sospesa) a un 50enne di Reggio Calabria che ha costretto una reggiana a inviargli foto e video spinti

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REGGIO EMILIA. È stato condannato a 2 anni per violenza sessuale (in forma attenuata) anche se non ha mai nemmeno sfiorato la sua vittima. Una storia complessa e incredibilmente attuale, nata e degenerata sul web tramite una chat di un social network, dove una quarantenne della Bassa reggiana è rimasta invischiata nella torbida trama ordita da quello che credeva essere un confidente trovato su internet.

Un’amicizia nata su Facebook, coltivata nel segreto di una chat. Un gioco piccante con qualche scambio di foto. Scatti piccanti, che sono diventati poi gli ingredienti del ricatto partito dall’uomo, un 50enne di Reggio Calabria – difeso d’ufficio dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri – che non è mai comparso davanti al collegio formato dal giudice Dario De Luca (a latere Ramponi e Cardarelli), che ieri lo ha condannato a due anni, pena sospesa a condizione che paghi immediatamente 5mila euro alla sua vittima, parte civile al processo difesa dall’avvocato Paolo Iuliano del foro di Santa Maria Capua Vetere, che ha voluto rimarcare la “responsabilità” dei giudici «visti i tanti casi in materia ormai – ha detto l’avvocato – Una sentenza che sia un monito per tutti i ragazzi che rimangono vittime di vicende come questa e che, come la mia assistita, devono denunciare».

Per la donna quel rapporto a distanza – colmata dalla chat – è diventato presto un vero e proprio incubo a base di ricatti sessuali sempre più pressanti, tanto da prefigurare inizialmente nel capo d’accusa della procura – presente con il sostituto Maria Rita Pantani – anche il reato di stalking, che è poi decaduto nella sentenza. Il pm aveva chiesto 6 anni e 6 mesi, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione.

Una vicenda partita nel 2014, durata mesi, durante i quali l’uomo ha preteso sempre di più, altrimenti avrebbe rivelato a tutti i contenuti della loro relazione virtuale.

«Vengo al tuo paese e appendo le foto così ti svergogno» le avrebbe detto, facendola stare inizialmente al gioco per il senso di vergogna e la paura che il marito potesse venire a sapere di questa debolezza. Poi, sfinita, ha deciso di denunciare i ricatti sessuali a distanza mossi dall’uomo. Una verità causa della separazione della vittima dal marito.

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