Il presidente Alai rischia lo scranno nel cda di Emil Banca
Prima della fusione Reggio deve scegliere il vice presidente Il traghettatore del Banco Emiliano sconta 2 anni di perdite
REGGIO EMILIA La nomina di Giuseppe Alai alla vice presidenza di Emil Banca non è scontata. Anzi. Ci sono due questioni sostanziali che mettono in bilico la posizione dell’attuale presidente del Banco Emiliano nella banca bolognese, che sta incorporando l’istituto reggiano.
Il primo è di natura tecnica: mentre Emil Banca ha già deciso chi occuperà le posizioni di vertice post fusione - e dominanti rispetto a Reggio - il Banco Emiliano dovrà passare per il voto dei soci. «Il 12 febbraio ci saranno le assemblee - aveva annunciato due giorni fa Alai durante la presentazione a Bologna delle fusione - Non possiamo ancora dire se sarò io il vice presidente perché in Banco Emiliano vige un regolamento che prevede che ci sia una candidatura».
Una sorta di tecnicismo dietro al quale, però, si cela la vera insidia. Vale a dire il desiderio di discontinuità all’interno del Banco Emiliano - che viene da due anni di perdite - caldeggiata dal Fondo Temporaneo “salva Bcc”, strumento che agisce a livello nazionale e che per ripulire i conti del solo Banco Emiliano in vista della fusione ha acquisito 140 milioni di euro di sofferenze al prezzo di 66,5 milioni di euro, intervenendo sul patrimonio della stessa Bcc con un prestito irredimibile di 30 milioni di euro.
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Tanti soldi che consegnano al Fondo la prerogativa - anche se in maniera velata - di esprimersi in fatto di nomine. «C’è bisogno di avere una giusta dignità all’interno del consiglio di Emil Banca - ha dichiarato Alai a margine della conferenza stampa - Quindi ci aspettiamo che anche il Fondo Temporaneo asseveri la nomina che verrà poi svolta dall’assemblea. Oggi il Fondo diventa in pratica un terzo socio oltre alle due compagini sociali Emil Banca e Banco Emiliano».
La stretta di mano di due giorni fa tra il presidente di Emil Banca Giulio Magagni e Giuseppe Alai, più che un segno di continuità sembra un passaggio di consegne. Si apre quindi la candidatura di possibili sostituti di Alai alla vice presidenza, ex numero uno della cooperazione bianca e del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che aveva lasciato gli altri scranni per dedicarsi alla banca.
Le due posizioni di vertice assegnate ai reggiani - contro le quattro riservate ai bolognesi - sono quelle della vice presidenza e della vice direzione. Quest’ultima carica, in linea di principio, dovrebbe andare all’attuale direttore generale a Reggio, Marco Piccinini, che alla conferenza stampa ha speso solo tre parole in croce a differenza degli altri ospiti. «Dico solo viva i dirigenti onesti, viva i cooperatori e viva i manager adeguati». Frase che ha lasciato di stucco, anche se poi Piccinini, a margine dell’evento, ha assicurato che lui e una trentina di dirigenti da Reggio prenderanno posto a Bologna.
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