Gazzetta di Reggio

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«La Forestale nell’Arma come i Park Ranger»

di Luca Tondelli
«La Forestale nell’Arma come i Park Ranger»

Ventasso: il presidente del Parco, Giovanelli, saluta positivamente il passaggio «Trasformazione complessa ma credo che potrà dare anche opportunità»

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VENTASSO. È chiaramente il territorio appenninico quello maggiormente interessato, a livello provinciale ma anche a livello nazionale (ovviamente assieme alle Alpi), al cambiamento che nelle forze di polizia nazionali, con il Corpo Forestale dello Stato che dal 1° gennaio scorso è confluito nell’Arma dei Carabinieri.

È stato formato appositamente il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, struttura dell'Arma dei Carabinieri istituita appositamente per l'assorbimento di funzioni e personale del Corpo Forestale dello Stato, passaggio che è stato perfezionato con l’inizio del 2017.

Ma ora cosa cambierà sui compiti di tutela e sorveglianza del patrimonio ambientale e naturalistico che venivano svolti dai Forestali?

«È ovvio che si tratta di una fase di passaggio alquanto complessa, della quale siamo solo all’inizio e che richiederà anni, ma secondo me può essere foriera di grandi opportunità» risponde il presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Fausto Giovanelli, che in questi anni ha avuto con il Corpo forestale una stretta collaborazione, in particolare attraverso il Coordinamento territoriale per l’ambiente, struttura del Cfs alle dipendenze funzionali dell'Ente Parco, e che opera nei territori protetti.

«La mia speranza – spiega Giovanelli – è che questo nuovo nucleo dei Carabinieri possa diventare una sorta di National Park Service, un po’ sulla traccia di quello che sono negli Stati Uniti i Park Rangers. E con questo non intendo soltanto un nucleo con competenze e dotazioni specifiche per la salvaguardia e la sorveglianza del patrimonio ambientale, ma anche dei luoghi e monumenti artistici e culturali: negli Stati Uniti i Rangers li trovi anche alla Statua della Libertà, nei luoghi della Guerra civile, a presidio dei movimenti, non solo a Yellowstone. Credo che anche l’Arma dei Carabinieri sarebbe orgogliosa di essere chiamata a svolgere un servizio così importante in un territorio come l’Italia che ha beni ambientali e artistici invidiati in tutto il mondo, e credo che sarebbe una innovazione utilissima al Paese. Ne ho parlato anche alla ultima Conferenza dei Parchi proprio in vista del nuovo assetto del Corpo forestale e dei Carabinieri».

Ovviamente Giovanelli è consapevole che si tratterebbe di un processo complicato e che richiederà tempo: «Al momento siamo in una fase transitoria, che per alcuni è stata anche abbastanza travagliata: cambiare divisa e Corpo è quasi come cambiare pelle, per alcuni è stato molto complesso, ma credo che possa offrire davvero delle prospettive di sviluppo importanti nel medio- lungo periodo. Non si completa certo in pochi giorni con il cambio delle insegne davanti alle caserme, e forse in questa fase di passaggio ci sarà bisogno di un periodo di adattamento, ma sono fiducioso. Come Parco non posso che dare il benvenuto ai carabinieri con queste nuove funzioni: mi auguro che mantengano e migliorino il presidio e la strategia di gestione del territorio e dell’ambiente appenninico, sono certo che sarà così».

C’è poi anche un aspetto strutturale in questo nuovo assetto, e il punto più complesso sembra riguardare la caserma del Corpo forestale che da anni era in costruzione, vicino a Busana, ma ferma da ormai diverso tempo. Le ultime notizie su una possibile conclusione risalivano al luglio 2015, quando il Provveditorato opere pubbliche di Bologna aveva annunciato di aver avviato concretamente le pratiche per andare alla conclusione dei lavori, prevedendo un importo di 180mila euro che erano stati già stanziati. Ma poi l’opera era rimasta comunque da completare, e al momento presenta una necessità di riordino dell’area cortiliva, i garage da ultimare e il piano mansardato che resta allo stato di “rustico”.

Ma soprattutto, dopo l’unione dei due corpi, si dovrà capire, anche si arrivasse alla sua conclusione, quale utilizzo e fruizione potrà avere: la posizione, nei boschi in prossimità di Busana e in posizione baricentrica a tutto il crinale, è sicuramente strategica ma ora la competenza e le scelte dovrebbero passare al nuovo nucleo e quindi in definitiva all’Arma dei Carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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