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i sindaci reggiani

«Ripartiamo senza zavorre ma si rispettino i territori»

di Ambra Prati
«Ripartiamo senza zavorre ma si rispettino i territori»

REGGIO EMILIA. «La Banca di Cavola e Sassuolo si è rivelata una bomba ad orologeria: questa è stata la cosa vergognosa, chi ne è stato l’autore spero ne risponderà, mi auguro che i giudici...

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REGGIO EMILIA. «La Banca di Cavola e Sassuolo si è rivelata una bomba ad orologeria: questa è stata la cosa vergognosa, chi ne è stato l’autore spero ne risponderà, mi auguro che i giudici stabiliranno le responsabilità». Non è tenero Luigi Fiocchi, sindaco di Villa Minozzo, sul salvataggio del Banco Emiliano, incorporato a soli due anni dalla sua nascita da Emil Banca, con una governance e un capo pensante a Bologna. Nel capoluogo, martedì scorso, alla presentazione del nuovo istituto - che diventa la seconda banca di credito cooperativo nazionale per numero di sportelli e operatori - erano presenti, oltre al presidente della Provincia Giammaria Manghi, i sindaci Fiocchi e Luigi Bergamini di Gualtieri. Una presenza legata alle radici storiche dell’istituto. «L’ex banca di Cavola ha sportelli a Castelnovo, Cavola, Canossa, Villa Minozzo e Frassinoro. Quando sono iniziati i problemi la dirigenza ci ha coinvolto, tenuto al corrente e informato anche delle scelte dure che si prefiguravano: perciò siamo stati invitati a presenziare con discrezione alla presentazione del prossimo futuro - spiega Fiocchi - È una delle banche che danno lavoro, oltre a svolgere un servizio a imprese e privati: si tratta di posti di lavoro importanti per le nostre realtà montane. Ed è ovvio che per noi era fondamentale che venisse preservato l’aspetto occupazionale».

I sindaci reggiani sono ben consapevoli che questo matrimonio s’aveva da fare. «È stato raggiunto l’unico obiettivo possibile: entrare in un gruppo e ripartire. La banca ha passato tanti mesi nell’incertezza: ora che i bilanci sono a posto, credo ci sia una spinta propulsiva per ripartire con spalle più forti, con un partner adatto e un nuovo corso - prosegue Fiocchi - Consapevoli che gli errori del passato non dovranno accadere mai più».

Stessa consapevolezza da parte di Bergamini, ieri contattato da diversi cittadini che gli chiedevano se si può avere fiducia nel nuovo board. «La gente è diffidente rispetto alla finanza, anche i gualtieresi vivono la vicenda con preoccupazione. Credo che per i clienti si tratta di un’operazione che rassicura, dal punto di vista finanziario e industriale. Dal punto di vista del territorio, i miei timori personali sono legati al fatto che quando i centri decisionali si allontanano diminuisce la reciprocità; però a differenza delle banche commerciali ci hanno garantito che resteranno i circoli o comitati di zona, per salvaguardare il rapporto con le persone. Penso sia un valore aggiunto». Un vero salvataggio, quindi? «Questo lo dirà il tempo e la storia, attuali valutazioni sarebbero avventate - ribatte Manghi - di certo questo è un processo importante di aggregazione, nel solco di processi aggregativi inevitabili in un mondo che cambia».

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