«Seguire la volontà di Dio è la fonte della nostra pace»
REGGIO EMILIA. «Cari fratelli e sorelle, il Santo Padre Francesco...». Non nasconde la propria gioia il vescovo di Reggio, Massimo Camisasca, nell’annunciare alla folla che gremisce la sala delle...
REGGIO EMILIA. «Cari fratelli e sorelle, il Santo Padre Francesco...». Non nasconde la propria gioia il vescovo di Reggio, Massimo Camisasca, nell’annunciare alla folla che gremisce la sala delle conferenze del museo diocesano, l’elevazione all’episcopato di don Daniele Gianotti. È la prima volta, ammette, che svolge questo gradito incarico. E si avverte la sua partecipazione.
Pienamente comprensibili poi le lacrime dell’interessato, che più volte deve interrompere il suo discorso di congedo, soprattutto quando ricorda il papà scomparso, la famiglia, chi gli è stato accanto nel cammino di formazione liturgica e chi lo ha aiutato nella sua missione religiosa.
Intanto Massimo Camisasca, citando le esperienze che hanno maturato don Gianotti e il profilo della sua vita sacerdotale presentata al Papa Francesco per la nomina a vescovo, si dice certo che la presenza dell’ormai ex parroco reggiano nella conferenza episcopale lombarda sarà feconda anche per le chiese vicine per storia e tradizione. La diocesi di Crema è nata a metà ‘500, gode di una storia importante ed è stata patria di sacerdoti che hanno segnato la storia recente della Chiesa.
Camisasca completa infine il saluto con questi pensieri: «Caro don Daniele, in questo momento ci stringiamo a te per manifestarti il nostro affetto, la nostra amicizia e soprattutto la nostra gratitudine per la testimonianza sacerdotale e umana che tu hai vissuto in mezzo a noi. Si apre una nuova stagione della tua vita. Tante cose cambieranno, ma in tutto questo più luminosa sarà la luce di ciò che non cambia e costituisce il fondamento di una vita vissuta in dialogo con Dio, nel quale solo è possibile riconoscere l’unità della nostra esistenza. Ti promettiamo la nostra preghiera e, a nome di tutta la nostra Chiesa, ti auguro di vivere quell’abbandono alla volontà di Dio che è la sola fonte della nostra pace». Poi una citazione: «Dare, dare tutto ciò che abbiamo – scriveva Charles de Foucauld – tutto ciò che ci viene chiesto, senza porre ai nostri doni altri limiti che quelli imposti dall’obbedienza a Dio e ai suoi rappresentanti legittimi. Tutti noi abbiamo ricevuto gratuitamente… Diamo tutto senza misurare… Compiamo tutti i nostri doveri, tutto quello che sappiamo che il Nostro Signore vuole da noi e poi, per il resto, abbandoniamoci». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
