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I tazebao di Amato sono rispuntati fuori dal tribunale

REGGIO EMILIA. Dopo alcuni mesi di “silenzio”, ieri di prima mattina sono ricomparsi – all’esterno del tribunale – alcuni cartelli ben presto ricondotti ad uno degli imputati di Aemilia, cioè il...


13 gennaio 2017


REGGIO EMILIA. Dopo alcuni mesi di “silenzio”, ieri di prima mattina sono ricomparsi – all’esterno del tribunale – alcuni cartelli ben presto ricondotti ad uno degli imputati di Aemilia, cioè il 53enne Francesco Amato che dall’inizio del processo ha scelto questo modo di protestare: nei tazebao vi sono frasi scritte e collages tratti da articoli di giornale, dove non mancano mai allusioni a temi religiosi e al terrorismo islamico. Stavolta è intervenuta la squadra mobile che ha visionato i cinque cartelli, li ha fotografati e, dato che non contenevano frasi offensive, ne ha chiesto la rimozione allo stesso Amato perché non autorizzato a quel tipo di affissioni. Il 53enne è agli arresti domiciliari ma con il permesso di partecipare alle udienze: è accusato di associazione mafiosa ed estorsione.

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