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Migliora la donna colpita da meningite

di Adriano Arati
Migliora la donna colpita da meningite

Casalgrande: per l’Asl nessun legame con i casi in Toscana. Il parroco di Sant’Antonino: «Anche qui le profilassi»

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CASALGRANDE. Sembra essere sotto controllo la situazione della 65enne di Fiorano Modenese colpita da meningite, e ricoverata da lunedì all’ospedale di Modena. La donna è un’assidua frequentatrice del centro parrocchiale di Sant’Antonino di Casalgrande, partecipa a tante attività della comunità religiosa della frazione vicino al Secchia e quindi lo stesso circolo è stato coinvolto nelle varie operazioni di verifica e messa in sicurezza successive all’accertamento della causa del malore: la meningite rimane una malattia del sistema nervoso estremamente pericolosa e in caso di contagio e mancate cure le conseguenze possono essere fatali.

Le condizioni della 65enne di Fiorano sono ora stabili, con un lieve miglioramento rispetto all’inizio della settimana, quando si è sentita male e si è rivolta al pronto soccorso dell’ospedale di Sassuolo. Lì il personale medico, guardando i sintomi, ha sospettato che si potesse trattare di meningite e ha disposto l’immediato trasferimento al reparto di Malattie Infettive del Policlinico di Modena, diretto dalla professoressa Cristina Mussini. La donna si trova ancora lì, sotto costante osservazioni, e gli esami a cui è stata sottoposta stanno anche facendo chiarezza sulla varietà della malattia e sui possibili legami, risultati per ora assenti, con gli altri casi di meningite riscontrati nelle ultime settimane sul territorio italiano, principalmente in Toscana. Le origini sono diverse. «Le analisi – ha chiarito l’Ausl provinciale modenese - hanno confermato che il sierotipo che ha colpito la paziente è il tipo B. Si tratta di un ceppo diverso quindi da quello responsabile dei recenti casi di infezione riportati dalla stampa, tutti di tipo C, che si sono manifestati in Toscana. In Emilia Romagna e nella provincia di Modena non c’è alcun epidemico di meningite meningococcica».

La vicenda ha avuto conseguenze dirette anche per il centro parrocchiale di Sant’Antonino, perché in questi casi le procedure sanitarie prevedono verifiche e profilassi per tutte le persone venute a contatto diretto con il soggetto infetto. Si è partiti dal personale sanitario del pronto soccorso di Sassuolo, dove venticinque fra uomini e donne sono stati controllati. In un secondo momento l’Ausl ha bussato anche alla struttura parrocchiale della frazione casalgrandese. Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica ha effettuato una profilassi precauzionale su cinquantadue persone venute in contatto di recente con la 65enne. «Sono state fatte le profilassi per precauzione, ma la situazione è assolutamente sotto controllo, non ci sono stati problemi particolari ma solo le procedure di questi casi. Fra l'altro, credo che anche la signora malata stia migliorando, quindi tutto sta andando bene» spiega rassicurante don Carlo Taglini, parroco di Sant’Antonino. Un bel respiro di sollievo per i volontari e parrocchiani, già preoccupati per la situazione dell’amica. «Dato che la signora aveva frequentato nei primi giorni dell’anno un circolo ricreativo nel comune di Casalgrande, gli operatori del Servizio Igiene Pubblica hanno contattato il circolo per individuare le persone che avevano frequentato il locale nello stesso periodo al fine di sottoporle alla profilassi antibiotica indicata. Ad oggi, con la collaborazione degli organizzatori del circolo, sono state individuate e sottoposte a profilassi cinquantadue persone» spiega ancora l’Asl reggiana.

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