Gazzetta di Reggio

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Trovati altri bocconi avvelenati

Scandiano: erano nell’area sgambamento vicino al cimitero degli Ebrei

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SCANDIANO. Ancora bocconi avvelenati ed altri cani salvi solo grazie alla prontezza di riflessi dei propri padroni. Stavolta, però, a lanciare l’allarme è un veterinario che, dopo aver ricevuto i referti delle analisi del campione analizzato, ha immediatamente avvisato il sindaco e, attraverso i social network, anche i cittadini di Scandiano.

Qualche giorno fa nello studio di piazza Papa Giovanni XXIII Matteo Poli, uno dei quattro veterinari che lavorano in nell’ambulatorio, visita un cane che ha addentato una bustina sospetta. Il padrone, attento, ha fatto in tempo a toglierla dalla bocca e, una volta recuperata, a portarla dal veterinario. «Per fortuna – racconta Poli, veterinario di grande esperienza – il cane dopo aver vomitato non ha avuto nessun sintomo. Ma quel che fa arrabbiare è che questo avvelenamento è avvenuto nello “sgambamento” vicino al cimitero degli Ebrei. Quindi chi ha messo le bustine lo ha fatto per colpire gli animali, non per errore».

«Questa sostanza molliccia di colore rosa, simile a un boccone classico, in realtà è un potente rodenticida: serve per eliminare i topi. Essendo dolce, però, attrae i cani. È strano che sia accaduto in un luogo frequentato solo da proprietari di cani che qui vanno per far divertire il proprio animale» spiega ancora Poli.

Ci sono voluti venti giorni per avere i risultati delle analisi. «I tempi tecnici e la mole di lavoro del laboratorio, allungano i tempi. Ma è anche vero che occorre avere la certezza che sia veleno prima di spaventare chiunque. Ma il passaparola c’era già stato - prosegue - L’area ora, prima di essere riaperta, dovrebbe essere bonificata anche se credo che in quella zona, ora, almeno a breve non accadrà più».

Cosa deve fare il proprietario di un cane se capita un episodio simile? «Essere tempestivo nell’intervenire e cercare di evitare che mettano in bocca cose strane, anche se per la natura dei cani è praticamente impossibile. Avvisare l’Ausl è poi una nostra prassi automatica, come accaduto nel caso del boccone avvelenato ritrovato nello “sgambamento”» conclude il veterinario. (a.z.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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