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«Con noi i soci di Reggio avranno più poteri»

«Con noi i soci di Reggio avranno più poteri»

Parla Ravaglia, direttore generale dell’istituto che incorporerà Banco Emiliano «Con Bologna la vostra banca riacquisterà solidità e avrà maggior sicurezza»

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REGGIO EMILIA. «Daremo più potere ai soci attraverso una riforma e un potenziamento dei comitati locali, non ritireremo l’appoggio a famiglie e imprese locali che avranno anzi maggiore sicurezza dalla riacquistata solidità della loro banca». Esordisce così, rivolto ai soci di Reggio Emilia, il direttore generale di Emil Banca, istituto di credito cooperativo che sta incorporando il Banco Emiliano, bcc che giunge da due anni di passivo e che è stata puntellata nei conti dal fondo “salva bcc”.

A prendere le redini in mano della banca reggiana - avendo già salde quelle della bolognese Emil Banca - è Daniele Ravaglia, direttore generale designato della nuova banca. Opzione che diventerà realtà qualora i soci delle due bcc, il 12 febbraio prossimo, approveranno la fusione. Anche per questo parte l’operazione di avvicinamento e spiegazione capillare del progetto di incorporazione, che sposterà a Bologna la governance della nuova banca, fatto che, assicura Emil Banca, «non inciderà negativamente sui territori oggi di competenza del Banco Cooperativo Emiliano». «L’esperienza passata mi ha convinto che non sia la dimensione a determinare l’attenzione locale ma la strategia, e noi ce l’abbiamo», spiega il dg Ravaglia. «Quindi attenzione ai territori, in particolare a quelli più disagiati come quelli montani, lavorando in rete con le realtà locali più significative, per aree territoriali precise. Riproporremo anche a Reggio Emilia, Parma, Mantova e Modena l’esperienza di successo dei nostri Comitati Soci locali». Si tratta di un territorio molto simile a quello del Banco Emiliano, in cui operano 19 Comitati Soci Locali (uno a Ferrara e uno a Bologna sono dedicati ai soci under 35). «Hanno lo scopo di favorire il mantenimento di un solido radicamento della banca nel territorio e, negli anni, sono diventati un concreto punto di riferimento per le comunità - spiegano nella nota inviata a Reggio da Bologna - Sono dotati di risorse economiche, che gestiscono in piena autonomia, sostenendo centinaia di iniziative e realtà locali che, in molti casi, hanno come unico sostegno proprio quello che viene dato loro dai Comitati Soci della Banca».

«Una volta che la fusione sarà approvata dalle assemblee, territorio per territorio dove è presente oggi il Banco Cooperativo Emiliano proporremo la costituzione di questi Comitati Soci - spiega il dg - È ancora prematuro pensare ad un numero preciso dei Comitati che si formeranno - aggiunge Ravaglia - Molto dipenderà dall’interesse e della voglia di partecipare che dimostreranno i soci locali». In Emil Banca il numero dei comitati è andato aumentando negli anni, con un’aggregazione per aree d’interesse che si è via via modificata. «A Bologna, per fare un esempio, operano due Comitato Soci mentre sull’Appennino bolognese, dove sono attivi da oltre 30 anni, ne esiste uno per ogni filiale». (e.l.t.)

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