Gazzetta di Reggio

Reggio

Furto sventato, i tre “muti” in aula

Furto sventato, i tre “muti” in aula

Gualtieri: due ora sono ai domiciliari, solo l’obbligo di firma per la 23enne

2 MINUTI DI LETTURA





GUALTIERI. Come spesso succede quando di mezzo c’è un arresto di nomadi, anche ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – è stata “assediata” all’esterno dai familiari l’aula in cui sono stati presi i primi provvedimenti per le tre persone finite nei guai mercoledì per tentato furto aggravato.

In udienza nessuno dei tre indagati – difesi dal legale Enrico Della Capanna (sostituito dalla collega di studio Federica Ghesini) – ha risposto alle domande del giudice Luca Ramponi. Per tutti e tre il pm Stefania Pigozzi (titolare del fascicolo) ha chiesto poi gli arresti domiciliari, misura restrittiva a cui la difesa si è opposta nel caso della 23enne Edera Campos in quanto incensurata. Proposta, quest’ultima, accolta dal magistrato giudicante che ha disposto l’obbligo di firma per la giovane (in caserma dei carabinieri a Reggio), mentre vanno agli arresti domiciliari il 30enne Mario Lucchesi Dicembri (nel campo nomadi di via Gramsci a Reggio dove vivono tutti e tre gli indagati) e la 52enne Marilena Torre (a Campegine). Di questa vicenda se ne riparlerà in aula il 26 gennaio.

Il triplice arresto è avvenuto, mercoledì, grazie all’intuito ed alla spiccata dedizione al lavoro di un carabiniere di Gualtieri che mentre si trovava libero dal servizio si è insospettito vedendo l’uomo e le due donne a bordo di una Fiat Punto. E seguendo le mosse di quella macchina, il militare ha intuito che il vero obiettivo era l’abitazione di un’anziana uscita da poco di casa. Chiamati dal collega, sul posto sono così piombati i carabinieri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google