I carabinieri in pensione fanno da presidio
Rubiera, trovato l’accordo per aumentare la sicurezza dei cittadini. Il sindaco: «Troppi ladri in giro»
RUBIERA. Carabinieri in pensione per presidiare il territorio rubierese. Anche diversi componenti dell’Arma ora a riposo si metteranno a disposizione per aumentare il cosiddetto “presidio del territorio” in chiave anti-furti e anti-rapine, in un periodo in cui il tema è particolarmente sentito.
I furti sono purtroppo ormai una notizia quotidiana e martedì sera la zona ceramiche è stata segnata anche da due rapine a pochissima distanza, al Target di Rubiera e al Conad di Arceto, probabilmente compiute dalla stessa squadra. In questo quadro, arriva l’accordo fra il Comune di Rubiera e l'Associazione Nazionale Carabinieri, che raccoglie i componenti dell’Arma in pensione: possono iscriversi ex carabinieri di leva o di servizio e parenti di primo grado.
Mercoledì il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro ha incontrato il generale Claudio Rosignoli, ispettore regionale dell’associazione, insieme al commissario straordinario Domenico Morgese e a due soci rubieresi, Giovanni Sessa e Alfio Testa, che coordineranno il lavoro in zona. «Con l’associazione il Comune stipulerà una convenzione per lo sviluppo di attività di volontariato, a partire da attività di presidio del territorio, come già avviene in altre città», annuncia Cavallaro.
Il Comune ha già messo a disposizione una sede provvisoria per l’associazione, che sarà situata nella sala civica di via Terraglio 16/1, vicino al parco Don Andreoli. Chi voglia avere informazioni sull’attività e su come collaborare, può andare direttamente nella sede dalle 16 alle 18 dal lunedì al venerdì, oppure scrivere a ancrubiera@gmail.com.
Un rinforzo in più che si unisce alle forze dell’ordine e agli enti locali, in giorni in cui la questione sicurezza è sempre più sentita. Cavallaro, che ha incontrato i gestori del negozio dove si è svolta la rapina, torna all’appello lanciato mesi fa dagli amministratori locali al ministro della Giustizia Orlando, quello per avere certezza della pena per gli autori dei reati che vengono arrestati. E spesso rilasciati in tempi brevi: «Ho l’impressione che ci siano un po' troppi ladri in giro rispetto a quelli che sono stati presi. Anche in questo caso, pare che si tratti di persone non alla prima esperienza, almeno a giudicare dalla dinamica con cui vengono svolti i furti», riflette Cavallaro. «Mi rendo conto che nel frattempo sia successo - politicamente parlando - di tutto a livello nazionale nel nostro territorio, ma credo che l’impegno preso dal ministro Orlando vada mantenuto nel più celere dei modi. Sono stanco di parlare con cittadini che sono, giustamente spaventati, perché ogni giorno si recano al lavoro timorosi di ciò che potrebbe accadergli», ribadisce. (adr.ar.)
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