L’auto troppo a lungo sull’altra corsia
Fabbrico: si ipotizza un malore o una distrazione per lo schianto in cui è morto Vincenzo Perone. Non si esclude l’autopsia
FABBRICO. Non è escluso che venga fatta l’autopsia sull’imprenditore 53enne Vincenzo Perone di Fabbrico – morto giovedì sera in un tragico schianto a Pieve Modolena (Reggio Emilia) – perché vi sono ancora incertezze sulla dinamica dell’incidente stradale.
Entrando nello specifico, le testimonianze sinora raccolte dalla polizia municipale – i vigili sono coordinati nelle indagini dal pm di turno Stefania Pigozzi – portano stranamente a collocare per lunghi attimi nell’opposta corsia di marcia la Fiat Punto di colore blu guidata da Perone.
E sarebbero tre gli automobilisti che si sono trovati di fronte all’improvviso la Fiat Punto, con conseguenze diverse: il primo, con una manovra repentina, è riuscito ad evitare l’impatto, mentre le due successive macchine si sono scontrate anche se in maniera differente.
Comunque, solo leggermente feriti un 29enne ed un 39enne. Lo scontro più rilevante ha riguardato una Ford C Max: per questo schianto frontale la Fiat Punto si è incendiata. Le fiamme sono state quasi sicuramente provocate dal carburante; nonostante ciò, Perone è stato estratto dall’abitacolo in tempi rapidi, ma per lui ogni tentativo di rianimazione è risultato purtroppo inutile.
Coinvolta in questa tragica carambola anche una Yaris Toyota, ma con effetti meno disastrosi.
Quei lunghi attimi nella corsia opposta di marcia sembrano, quindi, non spiegabili con un insistito sorpasso azzardato (come valutato all’inizio dagli inquirenti), ed ecco che si profilano altre ipotesi: l’imprenditore colto da malore che perde completamente il controllo della propria macchina e finisce per invadere l’altra corsia della tangenziale Nord, che in quel punto prende il nome di viale Martiri di piazza Tien An Men; oppure il 53enne potrebbe aver pagato a caro prezzo una distrazione, e da qui il terribile incidente.
Per capire se vi possa essere una malattia di Perone alla base di quest’incidente stradale mortale, gli agenti della Muncipale stanno sentendo i famigliari dell’imprenditore.
Nel caso che anche le testimonianze della famiglia non portino a fugare questi dubbi, a quel punto il pm Pigozzi potrebbe decidere di fare eseguirre l’autopsia.
Perciò, stante il clima d’incertezza che regna ancora sull’inchiesta, i funerali rimangono bloccati e la salma resta all’obitorio di Coviolo, a disposizione del magistrato.
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