Dalle stime della Cgil un boom del 63,5%
Secondo i dati del centro Ires a Reggio Emilia sono circa 3.500 i lavoratori che ne hanno usufruito
REGGIO EMILIA. «Se anche a Reggio Emilia il numero di voucher fosse aumentato in linea con il livello regionale ci troveremmo a confrontarci con un volume superiore a 1,4 milioni di voucher venduti da 10 euro, ovvero ipoteticamente 1,4 milioni di ore di lavoro: ipotizzando a Reggio Emilia un rapporto tra numero di voucher venduti e lavoratori medi pari a quello regionale si potrebbe ipotizzare un numero di circa 3.500 lavoratori medi pagati a voucher». Sono i dati che emergono dall’ultimo “Osservatorio sull’economia e il lavoro in provincia di Reggio Emilia”, pubblicato nell’aprile scorso a cura dell’Ires Emilia Romagna, il centro studi della Cgil.
Un tema che ha agitato anche il sindacato dall’interno, dal momento che nei giorni scorsi è emerso che a Bologna lo Spi-Cgil – il sindacato dei pensionato – ha fatto ricorso occasionalmente all’uso dei voucher, innescando una forte polemica su cui è intervenuta la segretaria nazionale, Susanna Camusso, sostenendo che sarebbe stato meglio non usarli. Quanto ai dati, dallo studio Ires risulta che «nel 2015, in Emilia-Romagna sono stati venduti oltre 14 milioni di voucher da 10 euro (+63,5% sul 2014) per un totale di 140 milioni di euro di retribuzione pari ad una media annua del numero di lavoratori di 36 mila, ovvero il 44% in più di quanto rilevato nel 2014. Rispetto al livello locale, le uniche informazioni risalgono al 2014. Degli 8,7 milioni di voucher venduti a livello regionale, Reggio Emilia incide per il 9,8%, ovvero una quota prossima a quanto venduto a Rimini. Si osserva, inoltre, come l’utilizzo dei voucher a Reggio Emilia sia molto più diffuso nelle “altre attività”, ovvero il manifatturiero, di quanto accada per gli altri territori (il 40,6% a fronte del 32,7% regionale) e meno nel commercio e turismo».
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