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Siani e il suo “no” alla mafia

Siani e il suo “no” alla mafia

Nel Reggiano l’auto simbolo di una lotta non vinta: la tappa ad Aemilia, tanti incontri con le scuole

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REGGIO EMILIA. Per non dimenticare la morte di un giovane cronista coraggioso, per chiedersi se la comunità reggiana stia facendo davvero il massimo per contrastare le infiltrazioni mafiose.

«Il viaggio legale con la Mehari di Giancarlo Siani» farà tappa da domani – e vi rimarrà per otto giorni, dal 16 al 24 gennaio – nella nostra provincia. Il simbolo antimafia è l’auto (l’ormai tristemente famosa Citroen Mehari verde) sulla quale fu brutalmente ucciso il giornalista napoletano (freddato alle spalle dalla camorra nel 1985, quando aveva 26 anni, per le sue inchieste sull’intreccio criminalità organizzata e politica). Lo scopo del “viaggio” è quello di analizzare i mille aspetti della legalità «per costruire nuove coscienze e contrastare il crimine con una rete culturale solida e imponente». Un’occasione, quindi, a dir poco preziosa per Reggio che solo da quando è scoppiato il “ciclone” Aemilia sta cercando di riannodare i fili di eventi che hanno illegalmente inciso e fatto affari in quella “zona grigia” fatta di professionisti, politici e imprenditori entrati nei modi più diversi in contatto con la ’ndrangheta. La Mehari di Siani arriverà domani alle 9.30 a Correggio, davanti al municipio e per tutta la mattinata si terranno degli appuntamenti di sensibilizzazione su come prendere coscienza e combattere la mafia. Poi la due giorni – 17 e 18 gennaio – a Rubiera, rivolta specificatamente agli istituti scolastici (come del resto avverrà fin da lunedì a Correggio). Particolarmente significativo sarà successivamente l’approdo in tribunale a Reggio di giovedì 19, nell’orario d’inizio (le 9) dell’ennesima udienza del maxi processo Aemilia: la delegazione promotrice del “viaggio” e diversi studenti parteciperanno ai lavori giudiziari in calendario nell’aula-bunker. Nella stessa mattinata la vita del cronista ucciso dalla camorra sarà raccontata ad altri studenti dal fratello Paolo (dalle 10 alle 12, nel PalaFanticini), mentre alle 12.15 verrà inaugurata la mostra ufficiale del “Viaggio” nella sede della Camera del lavoro. Il film (“Fortapasc”) toccante sulla storia di Giancarlo Siani verrà proiettato – venerdì 20 al Cinema Cristallo – agli studenti di mattina (alle 9.30) e nel pomeriggio (alle 16) ad un pubblico più vasto. Nella stessa giornata – dalle 14.30, alla Camera del lavoro – la riflessione più articolata sul contrasto in loco e non solo alle mafie con interventi di giornalisti, dello studioso di criminalità organizzata Enzo Ciconte e di rappresentanti del mondo politico (il sindaco Luca Vecchi) e sindacale (Gianna Fracassi, della segreteria Cgil nazionale). In serata (alle 21) la cena significativamente battezzata “Facciamo il pacco alla camorra” nel ristorante di Montecchio sequestrato alla cosca emiliano-cutrese. La “tappa” di Reggio si concluderà sabato 21 con la tavola rotonda (dalle 9.30, alla Camera del lavoro) sul “Testo unico legalità Emilia-Romagna”. Altri abbracci simbolici alla Mehari di Siani con contemporanei incontri con gli studenti avverranno infine a Sant’Ilario (il 23 gennaio) e a Bibbiano (il giorno dopo). Otto giorni intensi per capire, una volta di più, che la mafia non è lontana da noi. Un’infiltrazione silente, che si mimetizza e pertanto va combattuta da tutti. (t.s.)

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