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Un caso di epatite A a scuola L’Ausl propone la vaccinazione

Un caso di epatite A a scuola L’Ausl propone la vaccinazione

Casalgrande: il bambino, che frequenta le elementari, contagiato dal padre infettato dai frutti di mare Il sindaco Vaccari: «Situazione sotto controllo. Domani i genitori potranno avere tutti i chiarimenti»

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CASALGRANDE. Un caso di epatite virale di tipo A alle scuole elementari statali di Casalgrande. È emerso nei giorni scorsi dopo il ricovero di un bimbo, ora sotto osservazione al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Le sue condizioni non sono particolarmente preoccupanti. Ovviamente rimarrà sotto controllo ancora per qualche giorno per evitare complicazioni. Come da prassi, sono partite tutte le verifiche del caso. Sembra che l’infezione sia avvenuta all’interno della famiglia. Il padre nelle settimane scorse ha avuto problemi di epatite A, probabilmente causata dall’aver mangiato alcuni frutti di mare crudi, e la malattia si sarebbe poi trasmessa al figlio.

Per ridurre al minimo le complicazioni, l’Ausl si è già mossa con le famiglie degli altri studenti della scuola elementare casalgrandese per proporre una vaccinazione, comunque non obbligatoria.

«I genitori dei bambini che frequentano la stessa classe dell’alunno che ha contratto l’epatite sono stati contattati telefonicamente questa mattina e invitati ad accompagnare a scuola lunedì mattina i propri figli, a cui verrà proposta la vaccinazione» spiegava ieri l’Ausl reggiana, che chiarisce come gli ufficiali del servizio Igiene e Sanità pubblica si siano già attivati anche con i contatti personali della famiglia del piccolo malato sempre per ragionare su una possibile vaccinazione. «L’epatite virale A è una malattia infettiva che ha un decorso generalmente benigno e autolimitante» ricorda l’Ausl. «Si trasmette per via oro-fecale per contatto diretto e stretto con una persona ammalata o a seguito del consumo di alimenti contaminati. Le manifestazioni della malattia, spesso sfumate nei bambini, comprendono febbre, malessere, stanchezza marcata, nausea, dolore addominale e ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), quest’ultimo associato alla presenza di urine scure e feci chiare». In questo caso l’origine dovrebbe essere appunto stata individuata in frutti di mare crudi contaminati, una delle prime “fonti” infettive per l’epatite A.

«La situazione è sotto controllo – afferma il sindaco Alberto Vaccari –. Sembra che il caso sia dovuto a un contagio interno a una famiglia. L’Ausl ci ha subito informati e si è mossa per contattare anche le scuole, lunedì i genitori potranno avere chiarimenti e decidere se effettuare la vaccinazione per i loro figli». Il livello di allarme rimane quindi assolutamente sotto il livello di guardia, in un periodo in cui il paese sul Secchia non è particolarmente fortunato a livello di malattie infettive.

Lunedì scorso una 65enne di Fiorano Modenese è stata ricoverata d’urgenza perché colpita da meningite batterica di tipo B; la donna è una frequentatrice del centro parrocchiale di Sant’Antonino, quindi in settimana alcune decine di persone spesso presenti al circolo sono state sottoposte a profilassi per evitare rischi. (adr.ar.)

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