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«Voucher da cambiare Ma no all’abolizione»

«Voucher da cambiare Ma no all’abolizione»

La deputata Pd Incerti, componente della commissione Lavoro alla Camera «Sbagliato cancellarli, bisogna riportarli alla funzione per cui sono nati»

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REGGIO EMILIA. «Il nostro gruppo in commissione ha avviato l’approvazione della proposta di legge che riporta i voucher alla funzione originaria, limitandoli al lavoro occasionale ed accessorio. Personalmente, non sono d’accordo con la loro completa abolizione». Così la deputata reggiana Pd, Antonella Incerti, componente della commissione Lavoro alla Camera, interviene sul dibattito relativo all’abolizione dei voucher, uno dei due quesiti referendari targati Cgil che nei giorni scorsi hanno avuto il via libera dalla Consulta.

Un dibattito aperto senza mezzi termini dall’assessore comunale, Mirko Tutino, da sempre voce critica all’interno del Pd reggiano, fra i pochi sostenitori delle ragioni del No al referendum costituzionale di dicembre e referente locale del governatore toscano, Enrico Rossi, in funzione del prossimo congresso nazionale: «Se non sarà fatta una norma che abroga i voucher prima del referendum – ha rimarcato l’assessore – voterò per la loro abolizione e farò campagna elettorale insieme ai sindacati». Posizione opposta, invece, per la parlamentare reggiana, che ritiene giusto modificare questo strumento di retribuzione, ma si dichiara contraria ad una loro completa cancellazione. «In realtà nel Pd il dibattito è aperto da tempo – sottolinea Incerti – non è che si sia aspettato il parere della Consulta sui referendum per parlarne. C’è un dibattito interno alla commissione che dura da mesi, da quando sui voucher abbiamo chiesto la tracciabilità, con il successivo intervento del governo. Ed è sbagliato dire che il governo abbia responsabilità sulla loro diffusione. La loro liberalizzazione in tutti i settori risale a Berlusconi e alla Fornero. Renzi e Poletti, proprio attraverso la tracciabilità, hanno cercato di porre un rimedio. Ora serve un nuovo passo avanti, sulla base dei dati del monitoraggio avviato».

Una corsa contro il tempo per evitare il voto referendario? «Lo scopo dei cambiamenti non è quello di evitare il referendum. Ci sono aspetti non corretti per la tutela dei lavoratori. Alcune tipologie contrattuali sono sparite. E forse c’è qualcosa da rivedere».

Per Incerti, «l’obiettivo è quello di riportare i voucher alla loro funzione originaria, ovvero alla funzione con cui sono nati nella legge Biagi: strumenti per fare emergere il lavoro occasionale e il lavoro nero in alcuni settori. Penso che possano essere utili in alcuni settori, come nell’agricoltura, mantenendo la loro validità. Se sono cresciuti, è per il perdurare della crisi, che mostra ancora i suoi effetti nelle difficoltà ad assumere e fare investimenti».

Un tema che, come avvenuto nel dicembre scorso, in chiave referendaria sembra destinato a dividere ancora una volta la minoranza dem dal resto del partito. E a marcare ulteriormente la distanza tra il Pd e la Cgil, storicamente uno dei bacini elettorali di riferimento per il centrosinistra.

«All’interno del Pd ho il sentore che si arriverà a buon punto di sintesi», afferma la deputata reggiana. Quanto al rapporto con la Cgil, «le rappresentanze sindacali hanno la loro importanza ma il nostro primo obiettivo è quello di tutelare i cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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