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«Bilancio pari, ma tassa rifiuti più cara»

Tagliavini nel dibattito aperto da Bolondi sui tagli: «Crollati gli oneri di costruzione, siamo “salvi” grazie alle dismissioni»


17 gennaio 2017 di Ambra Prati


QUATTRO CASTELLA. «Siamo riusciti a far quadrare i conti. Ma il problema principale riguarda il crollo degli oneri di costruzione, che sono passati da 2.200.000 euro (anno 2004) agli attuali 300mila euro. Questo in parte è positivo perché segna l’interruzione della spirale del consumo di suolo, ma penso che il livello normale per un territorio come il nostro dovrebbe attestarsi intorno ai 450mila euro annui. E i sindaci dovrebbero avere più libertà di manovra».

Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella, interviene nel dibattito tra i sindaci reggiani alle prese con le difficoltà di chiusura del bilancio. Il Comune collinare non ha particolari criticità. «La giunta ha definito lo schema di bilancio in equilibrio tra entrate e spese per un valore che si attesta a 10.900.000 euro: importo che risulta di 200mila euro più basso dell’anno precedente. Non sono previsti incrementi di tassazione o tariffe, fatta eccezione per la tariffa rifiuti, che non è ancora definitiva. Il bilancio 2017 approderà in consiglio entro fine febbraio». 

Quattro Castella, per attuare opere pubbliche autofinanziate, ha dovuto ricorrere però a «un significativo ma difficile piano di dismissioni immobiliari, partecipazione a complessi bandi europei e ricerca di accordi pubblico-privato».

La chiave di volta sono le dismissioni e le proprietà che l’amministrazione aveva ereditato, a differenza di altre: un Comune ricco, che fin dagli anni ’90, grazie ai permessi di costruire, ha avuto in contropartita alloggi, aree edificabili, parcheggi. Basti pensare che negli ultimi sei anni sono stati circa 4,5 milioni gli euro incassati derivanti da vendite di immobili (una palazzina in centro), alloggi singoli (come un appartamento a Puianello), la vecchia scuola di Puianello, l’ex caseificio di Montecavolo. Una rendita fondamentale: e anche nel bilancio 2017 è prevista l’alienazione di tre lotti edificabili e due alloggi.

Questo patrimonio pregresso consentirà «circa 1.300.000 euro di nuovi investimenti, di cui circa 500mila finanziati da Stato o Regione. Non sono previsti incrementi di tassazione o tariffe, tranne i rifiuti da confermare. Un esempio di accordo pubblico-privato è il Bianello: di proprietà comunale, ma con privati che gestiscono il ristorante e le animazioni, sulla falsariga dei castelli parmensi. Per quanto riguarda i bandi europei, il più importante è Life Rii, interventi sui torrenti, bando cui partecipiamo assieme a Bibbiano, San Polo e Albinea».

Certo, la lista dei desiderata è lunga. «Se avessimo più risorse, investiremmo con più rapidità sulla sicurezza degli edifici pubblici scolastici e sportivi», prosegue Tagliavini. «Per ora abbiamo finanziato 280mila euro sulla palestra di Puianello, cantiere che aprirà a settembre. Grazie ai finanziamenti dello Stato sull’edilizia scolastica, prevediamo di impiegare 450mila euro sulla scuola media. Ma servirebbero più fondi. C’è poi il tema delle riasfaltature, che ci vede in ritardo rispetto alle reali necessità di molte strade comunali».

Tagliavini sottolinea come Quattro Castella, con i suoi 13.300 abitanti e la discreta attrattività residenziale ed economica, si muova in un quadro di privilegio e non possa essere paragonato a municipi più piccoli, sottoposti a tutt’altro regime fiscale. «Il Governo ha approvato alcuni mesi fa una legge ad hoc per sostenere i piccoli; ora va finanziata e attuata», conclude Tagliavini.

«Riguardo alle parole dette dal collega Bolondi di Canossa, comprendo il disagio manifestato. Penso che il tema su cui lavorare insieme sia chiedere allo Stato maggiore autonomia in termini di scelte di spesa e di imposizione fiscale. I Comuni devono garantire alla popolazione la responsabilità nell’utilizzo delle risorse: il sindaco dovrebbe poter scegliere se sostituire un dipendente che va in pensione o se utilizzare l’avanzo dell’anno precedente, o se contrarre un mutuo. Saranno poi i cittadini a valutare se ha fatto bene o male. Oggi questo è fortemente condizionato da una miriade di leggi che bloccano o limitano le possibilità di scelta».

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