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Il Psi chiude la sede di Fellegara «Ne avevamo sei, ne resta una»

di Adriano Arati
Il Psi chiude la sede di Fellegara «Ne avevamo sei, ne resta una»

SCANDIANO. La fine di un’era. O quantomeno un congedo a un secolo in cui la politica – a Scandiano come in tutto territorio reggiano – voleva dire tutto, o quasi. Con la fine del 2016 è stata chiusa...

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SCANDIANO. La fine di un’era. O quantomeno un congedo a un secolo in cui la politica – a Scandiano come in tutto territorio reggiano – voleva dire tutto, o quasi. Con la fine del 2016 è stata chiusa l’ultima sede distaccata del Partito socialista scandianese, quella di via Brugnoletta 16 a Fellegara, che gli eredi del Psi condividevano con Rifondazione Comunista e, prima, anche con il Pd.

Gli spazi fellegaresi erano ormai poco utilizzati, e con la conclusione dell’anno sono stati definitivamente liberati. Ora per il Psi rimangono gli storici uffici di via della Repubblica, vicino al bocciodromo e alla colombofila, nella zona sportiva del paese. Qui il responsabile Livio Belli – una militanza socialista abbondantemente superiore al mezzo secolo – conserva tanti cimeli del passato, sessant’anni di tessere di partito e sindacato, pubblicazioni, foto dei militanti socialisti del periodo monarchico e di quello post-guerra. E da lì riflette su un radicamento politico decisamente venuto meno nel corso dei decenni.

«A Scandiano come Psi siamo arrivati ad avere sei sedi, una nel paese e cinque nelle frazioni, per garantire un riferimento sul territorio agli abitanti. Con il passare degli anni sono state tutte abbandonate. Il 31 dicembre 2016 abbiamo salutato anche quella di Fellegara, l’ultima rimasta nelle frazioni, e per ora manteniamo quella vicino alla sede della colombofila. Per adesso andiamo avanti così, poi vedremo», racconta Belli. Oltre a Scandiano, il Partito socialista ha mantenuto a lungo degli uffici ad Arceto, San Ruffino, Fellegara, Ca’ de Caroli e nella zona di Pratissolo e Bosco. Ed erano anni in cui non era l’unico partito a farlo.

A Scandiano anche il Pci, da sempre forza di maggioranza, aveva sportelli distaccati, spesso legati alle Case del Popolo e a circoli, in una tradizione di capillarità che racconta di quanto fosse intenso il rapporto fra gli abitanti e la militanza politica. Decennio dopo decennio, con cambiamenti di sigle e vicende varie, lo scenario è radicalmente mutato, e un ragazzo cresciuto nel nuovo millennio probabilmente fatica pure a concepirla, l’idea di sedi distaccate di un partito politico nelle frazioni.

«A Scandiano siamo sempre stati molto forti; abbiamo governato in amministrazioni di sinistra assieme al Pci; abbiamo espresso assessori e tanti consiglieri comunali. Era un territorio in cui eravamo davvero molto presenti. Adesso rimane il nostro ufficio con tanto materiale che ho raccolto negli anni, pubblicazioni e tessere. Chissà se chi oggi ne parla tanto, di questi temi, li ha mai letti, quei libri», conclude Belli.

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