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«Il viaggio legale» arriva con la Mehari di Giancarlo Siani

di Giuseppe Boi
«Il viaggio legale» arriva con la Mehari di Giancarlo Siani

A Correggio la prima tappa reggiana del tour antimafia a bordo dell’auto in cui la camorra uccise il giornalista

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CORREGGIO. La Mehari di Giancarlo Siani arriva in provincia di Reggio Emilia portando il tema della legalità e del contrasto alle mafie lungo la via Emilia. Ieri a Correggio la prima tappa reggiana del “Viaggio Legale” a bordo dell’auto in cui, nel 1985, fu ucciso il giornalista simbolo della lotta alla camorra. Un esempio di coraggio e legalità che nei prossimi giorni farà tappa a Rubiera, Sant’Ilario, Bibbiano e Reggio Emilia.

La Citroen di Siani è stata accolta a Correggio dal sindaco Ilenia Malavisi. Poi, sempre a bordo della Mehari, la comitiva della legalità ha raggiunto il centro sociale 25 Aprile. Qui si è tenuto un incontro dal titolo “La speranza siete voi”, cui hanno partecipato le classi terze delle scuole medie “Don Andreoli” e “Marconi” e le classi quarte superiori del convitto nazionale Corso.

Sul palco è salito Alessandro Gallo, figlio del camorrista Gennaro e cugino di Cristina Pinto, “la passionaria Nikita della camorra”, ora presidente dell’associazione Caracò che si occupa di tematiche legate all’etica, all’antimafia e ai diritti civili.

Gallo, con l’uso di slide e disegni fatti sul momento, ha spiegato quanto la mafia sia pericolosa ai circa 200 studenti presenti. La sua lezione-spetacolo è stata interrotta solo dalla proiezione di alcuni passaggi del film Fortapasc che racconta la breve vota e la tragica fine di Giancarlo Siani.

Dopo la tappa di Correggio, il viaggio legale prosegue, sempre a bordo della Mehari, a Rubiera (oggi e domani), a Reggio Emilia (dal 19 al 21 gennaio), a Sant’Ilario (il 23 gennaio) e a Bibbiano (il 24 gennaio).

Tra i promotori dell’iniziativa, oltre a Caracò, vanno annoverati anche Comitato iolotto, Filt Cgil ER-Bologna, Libera Contro le Mafie Emilia-Romagna, Cna Fita e Cgil Emilia Romagna.

Il progetto è patrocinato dal Parlamento europeo e da Regione Emilia Romagna, Avviso Pubblico, Fondazione Polis e Master su Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie. Il viaggio è possibile grazie a Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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