Gazzetta di Reggio

Reggio

Scuole e nidi reggiani in una tesi

di Luciano Salsi
Scuole e nidi reggiani in una tesi

Protagonista Loretta Giaroni: assessore dal ’67 al ’75 ed esponente dell’Udi, promosse quell’impresa

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REGGIO EMILIA. Loris Malaguzzi, il creatore del metodo pedagogico che ha reso celebri nel mondo le scuole comunali dell'infanzia reggiane, è morto nel 1994. Il sindaco Renzo Bonazzi, che le volle e le tenne a battesimo, è mancato nel 2010. Rimane Loretta Giaroni, oggi 88enne, che completava la triade promotrice di quella straordinaria impresa in quanto assessore alle Scuole e ai servizi sociali dal 1967 al 1975 ed esponente di primo piano dell'Unione donne italiane, di cui era stata coordinatrice provinciale dal 1957 al 1967. Alla sua testimonianza diretta e ai documenti da lei forniti si deve la tesi di laurea in Scienze dell'educazione sul tema “Loretta Giaroni e la storia delle scuole e dei nidi del comune di Reggio”, che sarà presentata oggi alle 16 alla scuola dell'infanzia Anna Frank da Giulia Montermini, la giovane che l'ha redatta, e da Nicola Barbieri, professore associato di storia della pedagogia nel dipartimento reggiano di Educazione e scienze umane di Unimore. Saranno presenti, oltre a Loretta Giaroni, il relatore della tesi, Fulvio De Giorgi, gli storici Antonio Canovi e Mirco Carrattieri, la presidente di Reggio Children, Claudia Giudici, la presidente della fondazione omonima, Carla Rinaldi, il presidente dell'Istituzione scuole e nidi, Nando Rinaldi, e la direttrice Paola Cagliari.

La prima scuola comunale dell'infanzia fu aperta il 5 novembre 1963 in via Pastrengo. E' l'attuale scuola Robinson, che, pur mantenendo la sua intitolazione, è stata dedicata a Renzo Bonazzi in occasione del cinquantenario. Non fu facile, allora, prendere quell'iniziativa, che non rientrava nelle competenze degli enti locali e, quindi, era bocciata dalla Prefettura e non riceveva finanziamenti dallo stato. Alle spalle, però, c'era la pressione di un movimento che faceva perno sull'Unione donne italiane e sul Partito comunista e che voleva rompere il quasi monopolio dell'educazione prescolare esercitato dalla Chiesa tramite le suore. Nell'immediato dopoguerra erano state le donne dell'Udi ad aprire con pochissime risorse una miriade di piccoli asili non confessionali. «Il più famoso - riferisce Loretta Giaroni - è quello di villa Cella inaugurato nel 1947 dal sindaco Cesare Campioli, ma nello stesso periodo ne sorsero sette o otto in città e una sessantina in tutta la provincia, con una grande partecipazione popolare. Tuttavia si faceva fatica a tenerli in vita e negli anni successivi l'Udi si battè affinchè fossero aperte scuole dell'infanzia comunali. A Reggio questa spinta fu assecondata dalla politica autonoma del Comune, in un'epoca di grande sviluppo. In città nascevano quartieri nuovi che richiedevano anche dei servizi educativi. Renzo Bonazzi, che fu sindaco dal 1962 al 1976, non esitò a rompere il tabù del pareggio di bilancio per soddisfare questa domanda. Il terzo fattore fu rappresentato da Loris Malaguzzi e dai suoi collaboratori. Fra noi i compiti erano divisi. Ci incontravamo nella Consulta comunale delle scuole e dei nidi per discutere dei programmi di sviluppo».

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