Sepolture, troppe richieste: posti a terra quasi esauriti
Molti cimiteri sono costretti a dirottare le salme in altri campisanti cittadini Il boom si spiega con la crisi: per acquistare un loculo si spendono 3mila euro
REGGIO EMILIA. La crisi economica non ha inciso soltanto sullo stile di vita, ma anche su quello… post mortem. «Contrariamente a quanto succedeva fino a qualche anno fa - dichiara Alberto Bevilacqua, dirigente del servizio Anagrafe - oggi c'è una grandissima richiesta di inumazione». Il boom si spiega facilmente: mentre per acquistare un loculo servono circa tremila euro, la sepoltura in terra non prevede spese (almeno fino al momento dell'esumazione del defunto). «Inoltre - aggiunge Bevilacqua - lo spazio in terra è generalmente superiore a quello destinato ai loculi, quindi scegliendo l'inumazione è più facile seppellire la persona morta nel cimitero del paese o della frazione in cui ha vissuto».
Più facile, ma niente affatto scontato: nel momento del bisogno, infatti, il terreno potrebbe essere occupato e il defunto dovrebbe allora essere sepolto in un altro cimitero comunale. Attualmente delle 328 buche a terra disponibili su tutto il territorio comunale, 303 sono a Coviolo; in alcuni cimiteri (come quello di San Prospero Strinati, Bagno o Canali) la possibilità di essere sepolto a terra non c'è. Per capire il motivo basta dare un'occhiata alle tombe in questi ultimi cimiteri: la maggior parte ha superato - a volte di gran lunga - il termine dei dieci anni previsto dalla legge. «Non c'è nulla di anomalo in questo - spiega Bevilacqua - né di ingiusto. Innanzi tutto difficilmente i dieci anni previsti dalla legge sono sufficienti per ridurre in resti la salma, ne servono almeno 15 o 18. Per evitare di aprire il feretro e poi richiuderlo, è meglio far passare un po' più tempo. Inoltre le operazioni di esumazione, pianificate dal Comune in collaborazione con le onoranze funebri, avvengono in blocco. Non si interviene su una tomba alla volta, cioè, ma si aspetta che un'intera area sia pronta: in questo modo si può tornare a seppellire mantenendo un certo ordine. Ne consegue che nei cimiteri piccoli o nei luoghi in cui il tasso di mortalità è più basso possano trascorrere anche sette anni tra due operazioni di esumazione».
Nessuno, insomma, può decidere il luogo in cui essere sepolto: con i loculi che non possono più essere acquistati in anticipo e le esumazioni sfasate, tutto dipende dalla disponibilità del cimitero nel momento della morte. Una sorta di roulette russa che fa soffrire soprattutto gli anziani. Come spiegare alla nonna che non potrà essere sepolta vicino al nonno o ai suoi cari? E che, dopo aver trascorso l'intera vita in un posto, dovrà trasferirsi altrove proprio per l'eterno riposo? Alternative, purtroppo, non ce ne sono. «Non sono previsti ampliamenti in nessuno dei 27 cimiteri comunali - afferma Bevilacqua - ma entro il 2017 verranno compiute operazioni di esumazione nei cimiteri in cui attualmente non c'è più spazio in terra: ovvero quelli di Bagno, Canali, Cavazzoli, Coviolo Nuovo, Coviolo Vecchio, Fogliano, Gavassa, Gavasseto, Marmirolo, Masone, Roncadella, Roncocesi, Sabbione, San Bartolomeo, San Prospero Strinati, Sesso e Cadè».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
