Anche gli agricoltori scaricano i voucher «Usati davvero poco»
Per Cervi, presidente Cia, non sono strumenti indispensabili «Non faremo una battaglia di religione per mantenerli»
REGGIO EMILIA. «Se cancellano i voucher non sarebbe la fine del mondo. Noi non li abbiamo mai usati molto. Di certo non faremo una battaglia di religione per mantenerli». Erano uno strumento concepito inizialmente proprio per la loro categoria. Ma ora anche gli agricoltori sembrano disposta a farne a meno, preferendo non essere strumentalizzati nell’acceso dibattito su questo discusso strumento di retribuzione, al centro di uno dei quesiti referendari targati Cgil. La conferma arriva da Antenore Cervi, presidente reggiano della Cia: «I voucher? Per noi non rappresentano uno strumento fondamentale – ammette – Possono essere utili per giovani e pensionati chiamati a lavori occasionali. Ma quando si ha a che fare con lavori che hanno una durata superiore alla settimana, gli imprenditori agricoli generalmente preferiscono mettere in regola i lavoratori con contratti a tempo determinato». Introdotti nel 2003, lo scopo dei voucher era quello di regolare le attività lavorative di tipo accessorio e di natura occasionale. Dovevano servire soprattutto in agricoltura per remunerare studenti, pensionati, casalinghe durante la vendemmia. E per questo erano entrati in funzione nel 2008, in modo sperimentale. Poi, negli anni, sono stati estesi a sempre più settori e lavoratori. Ma ora proprio la categoria che per prima ha avuto il diritto ad usufruirne sembra disposta a farne tranquillamente a meno.
Secondo Cervi, infatti, «l’utilizzo dei voucher dalle nostre parti, per quanto riguarda la categoria degli agricoltori, è stato davvero limitato. Anche perché non è più come un tempo: i giovani non scelgono più i lavori in campagna come una volta. E l’utilizzo dei pensionati è davvero limitato. Di certo non rappresenta un elemento per la sopravvivenza dell’agricoltura. E per questo non faremo una battaglia di religione». Una posizione, quella reggiana, in linea con i vertici nazionali dell’associazione: «Non si comprende come, alla vigilia di un referendum così fortemente voluto, sia ipotizzabile tornare a parlare di ennesime modifiche dello strumento dei voucher, visto che in agricoltura quei pochi che ancora lo utilizzano, possono farlo solo con riferimento a giovani studenti e pensionati per lavori occasionali – afferma il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino – Le imprese agricole professionali non vivono di voucher ma di manodopera qualificata e specializzata e, nei periodi di grandi campagne, hanno bisogno di flessibilità e di semplificazione. Rispetto a queste priorità, l’attuale dibattito continua a non sembrarci strategico».
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